Spostamenti a piedi e bici, italiani in calo al 41% nel 2025
Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), si registra un calo nel numero di italiani che scelgono di spostarsi a piedi o in bicicletta. Nel 2025, infatti, il 41% della popolazione italiana utilizza questi mezzi di trasporto sostenibili, con una diminuzione del 2% rispetto al 2017. Questa tendenza evidenzia una crescente preoccupazione per la mobilità urbana e la salute pubblica, che merita un’analisi approfondita.
La mobilità attiva in Italia: diminuzione e variabilità territoriale
Il fenomeno della mobilità attiva, che comprende camminare e andare in bicicletta, rappresenta uno degli indicatori più importanti per valutare non solo la salute della popolazione, ma anche l’impatto ambientale delle città. Il calo del 2% rispetto a sei anni fa indica un’inversione di tendenza preoccupante, soprattutto in un momento in cui le politiche europee spingono verso un modello di trasporto più sostenibile.
La distribuzione della mobilità attiva non è omogenea su tutto il territorio nazionale. Un dato significativo emerge nel confronto tra Nord e Sud Italia. Le regioni settentrionali mostrano una maggiore propensione all’uso del cammino e della bicicletta, con Bolzano che si distingue come la città con il più alto tasso di mobilità attiva. Questo primato si spiega con una serie di fattori legati alla qualità della vita, alla presenza di infrastrutture adeguate e a una maggiore sensibilità verso il benessere personale e ambientale.
Il ruolo delle città del Nord e l’esempio di Bolzano
Nel contesto italiano, le città del Nord si confermano più attive e attente alla mobilità sostenibile. Bolzano, in particolare, si posiziona in cima alla classifica, grazie a una serie di investimenti mirati in piste ciclabili, zone pedonali e iniziative a favore della riduzione del traffico veicolare. Il capoluogo altoatesino promuove campagne di sensibilizzazione che incentivano i cittadini a utilizzare mezzi di trasporto ecologici, enfatizzando i benefici per la salute e per l’ambiente.
La conformazione geografica favorevole, unita ad una pianificazione urbana intelligente, ha permesso a Bolzano di migliorare significativamente la qualità dell’aria e di creare uno stile di vita più sano per i suoi abitanti. Le scelte politiche di lungo termine rappresentano un modello replicabile anche in altre realtà italiane, dove spesso la carenza di infrastrutture penalizza gli spostamenti a piedi o in bicicletta.
Le cause del calo della mobilità attiva in Italia
Il decremento della mobilità attiva è frutto di molteplici cause che interagiscono tra loro. Innanzitutto, la diffusione dell’auto privata resta prevalente in Italia, favorita da una cultura ancora radicata e da politiche di trasporto pubblico talvolta insufficienti. Questo fenomeno provoca un aumento dei tempi di spostamento e una diminuzione dell’attrattività del camminare o pedalare.
Inoltre, condizioni urbane poco adatte, come la carenza di marciapiedi sicuri, piste ciclabili incomplete o comunque pericolose, scoraggiano i cittadini dall’adottare questi mezzi alternativi. La paura per la sicurezza stradale, soprattutto tra le fasce più vulnerabili, rappresenta un altro elemento che contribuisce alla riduzione della mobilità attiva.
Benefici della mobilità a piedi e in bicicletta
Nonostante il calo, è importante sottolineare i molteplici benefici legati alla pratica regolare di camminare o pedalare come mezzo di trasporto. Dal punto di vista della salute si parla di miglioramento del sistema cardiovascolare, della riduzione dello stress e di un incremento complessivo della qualità della vita. Inoltre, la mobilità attiva contribuisce a diminuire l’inquinamento atmosferico, riduce il traffico e favorisce una città più vivibile e socialmente integrata.
Le amministrazioni pubbliche e le organizzazioni private possono giocare un ruolo cruciale nel promuovere questa svolta sostenibile. Creare ambienti più sicuri e piacevoli per i pedoni e i ciclisti, investire in infrastrutture adeguate e sensibilizzare la popolazione sono passi fondamentali per invertire la tendenza negativa evidenziata dal rapporto ISS.
Il futuro della mobilità attiva in Italia: sfide e opportunità
Il dato nazionale relativo al calo degli spostamenti a piedi e in bicicletta evidenzia la necessità di un cambio di paradigma nella gestione della mobilità urbana. Le regioni e le città italiane hanno l’opportunità di imparare dall’esempio di realtà virtuose come Bolzano, investendo in un modello che favorisca la sostenibilità ambientale, il benessere della popolazione e la sicurezza.
L’integrazione tra trasporto pubblico e mobilità attiva può rappresentare la chiave di volta per raggiungere questi obiettivi, creando sinergie in grado di migliorare l’accessibilità e la qualità degli spostamenti quotidiani. Gli strumenti digitali e le politiche di smart city possono, inoltre, rendere più semplice e attraente l’adozione di abitudini salutari legate alla mobilità personale.
La sfida è quindi quella di coniugare progresso tecnologico, consapevolezza ambientale e salute pubblica, promuovendo una cultura della mobilità attiva che vada oltre le abitudini attuali e diventi parte integrante della vita degli italiani.




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