Attività fisica riduce tumori e recidive, dicono oncologi
L’importanza dell’attività fisica nella prevenzione dei tumori e nella riduzione delle recidive è un tema sempre più al centro dell’attenzione degli oncologi e degli esperti di salute pubblica. Recenti studi hanno infatti evidenziato come un impegno costante nel movimento possa rappresentare un alleato efficace non solo nella prevenzione primaria, ma anche nel miglioramento della qualità di vita dei pazienti oncologici, contribuendo a ridurre il rischio di recidive e la mortalità associata alla malattia. L’iniziativa “In campo per la prevenzione”, sostenuta da figure istituzionali come il Ministro Luigi Di Maio, vuole sottolineare proprio questo messaggio, portando l’attività fisica al centro delle strategie di lotta contro il cancro.
Il ruolo dell’attività fisica contro tumori e recidive
Numerose ricerche scientifiche hanno confermato che praticare regolarmente esercizio fisico può diminuire significativamente il rischio di sviluppare tumori, ma anche limitare l’insorgenza di recidive nei pazienti già colpiti dalla malattia. Secondo uno studio pubblicato e rilanciato da fonti autorevoli, l’attività fisica è associata a una riduzione del 28% del rischio di recidiva tumorale. Questa percentuale importante sottolinea come il movimento non sia solo un intervento benefico dal punto di vista fisico, ma anche un potente strumento di prevenzione oncologica.
La capacità dell’attività fisica di contrastare il tumore agisce su più fronti: migliora la funzionalità del sistema immunitario, riduce i livelli di infiammazione cronica, controlla il peso corporeo e influisce positivamente su fattori di rischio metabolici come insulino-resistenza e produzione di ormoni legati alla crescita tumorale. Non solo, il movimento regolare aiuta a riequilibrare gli squilibri ormonali e favorisce uno stato psicologico più stabile, riducendo stress e ansia, aspetti fondamentali soprattutto durante e dopo le terapie.
Prevenzione e mortalità: dati incoraggianti
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la diminuzione della mortalità osservata tra coloro che adottano uno stile di vita attivo. Lo studio menzionato evidenzia una riduzione della mortalità del 37% tra i soggetti oncologici che mantengono un’attività fisica regolare rispetto a quelli sedentari. Si tratta di un dato che rafforza ulteriormente l’idea che l’esercizio fisico non rappresenti esclusivamente una pratica per il benessere generale, ma un vero e proprio strumento terapeutico complementare.
L’interesse istituzionale verso questa tematica è testimoniato anche dalla partecipazione attiva di Luigi Di Maio che ha definito l’iniziativa “In campo per la prevenzione” come un impegno cruciale per diffondere consapevolezza sull’importanza dello sport e del movimento nella tutela della salute. Promuovere la prevenzione attraverso l’attività fisica significa agire anche in termini di sanità pubblica, con l’obiettivo di diminuire l’incidenza e l’impatto dei tumori sull’intera popolazione.
Benefici dell’attività fisica durante e dopo la terapia oncologica
L’attività fisica non è indicata solo come prevenzione primaria: è altrettanto efficace nella fase successiva alla diagnosi di tumore. Molti oncologi sottolineano come esercizi mirati possano alleviare gli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia, migliorare la funzione muscolare, aumentare la capacità respiratoria e sostenere la salute cardiovascolare.
Inoltre, l’adozione di un programma di allenamento personalizzato contribuisce a migliorare l’umore e la qualità del sonno, elementi essenziali per affrontare meglio il percorso terapeutico. L’esercizio fisico, infatti, stimola la produzione di endorfine, neurotrasmettitori che favoriscono un senso di benessere e contrastano i sintomi di depressione frequentemente associati alla diagnosi oncologica.
Come integrare l’attività fisica nella prevenzione oncologica
Integrare l’attività fisica nella vita quotidiana come misura di prevenzione e gestione oncologica richiede un approccio consapevole e adattato alle esigenze individuali. Gli esperti raccomandano almeno 150 minuti di attività aerobica moderata alla settimana, come camminata veloce, bicicletta o nuoto, accompagnati da esercizi di rafforzamento muscolare.
È fondamentale che il programma venga calibrato in base alle condizioni generali e al tipo di tumore, privilegiando sempre il coinvolgimento di professionisti del settore quali medici sportivi, fisioterapisti e oncologi. Solo così si può garantire un’efficacia massima e la sicurezza del paziente.
Promuovere l’attività fisica come strumento di prevenzione e cura è una sfida che coinvolge non solo il singolo individuo, ma anche istituzioni, comunità e operatori sanitari, affinché diventi parte integrante di un modello di sanità più moderno e sostenibile.



it freepik
it freepik
it.freepik


