Tumori: mortalità calata del 28%. Schillaci a HIS 2025: innovazione deve curare tutti
All’Health Innovation Show 2025 a Roma, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha indicato le priorità della sanità pubblica: favorire l’accesso diffuso all’innovazione, ridurre le disuguaglianze, rafforzare le cure personalizzate e promuovere la prevenzione grazie alle tecnologie digitali. L’intelligenza artificiale, ha detto, rappresenta “un aiuto per i professionisti ma anche per il sistema sanitario: è importante per la prevenzione, per individuare chi ha bisogno di cosa, per trovare nuovi farmaci riducendo i tempi di sviluppo, ed è un supporto nella diagnosi grazie agli algoritmi. Può anche contribuire a gestire le liste d’attesa. Ma non vorrei che domani ci fossero ospedali che hanno l’intelligenza artificiale e altri che non ce l’hanno: è fondamentale che aumenti la possibilità di cura per tutti”.
L’evento annuale è promosso dalla Fondazione Mesit (Medicina sociale e innovazione tecnologica), insieme a Ceis-Eehta dell’Università Tor Vergata, Altems dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e al Centro di Ricerca Interdipartimentale “Innovazione & Salute” dell’Università Roma Tre, e quest’anno è giunto alla 3ª edizione.
La sanità cambia volto: dalla Tac alla teranostica
La medicina è entrata in una nuova fase. Dal primo esame Tac degli anni Settanta fino alle tecnologie teranostiche, capaci di combinare diagnosi e terapia in un unico strumento, il progresso ha modificato profondamente l’assistenza sanitaria. Per Schillaci, l’innovazione rappresenta uno dei motori principali di sviluppo. Include farmaci innovativi, terapie salvavita, dispositivi medici e strumenti diagnostici. Ma il punto centrale resta l’accessibilità: “Se c’è un nuovo dispositivo medico, deve essere disponibile per ogni paziente e contribuire a migliorare la qualità della vita di tutti”.
Vent’anni di progresso: la mortalità per tumori è calata del 28%
A vent’anni di distanza, l’innovazione scientifica mostra risultati concreti. Come ha ricordato Marco Trabucco Aurilio, presidente della Fondazione Mesit, “grazie all’innovazione negli ultimi 20 anni la mortalità dei cinque tipi più diffusi di tumore (mammella, pancreas, polmone, colon-retto, prostata) è calata del 28 per cento”. Il dato riflette l’impatto di tecnologie diagnostiche precoci, terapie mirate e maggiore personalizzazione delle cure.
Malattie croniche in crescita: obesità e diabete legati al contesto sociale
Accanto ai risultati ottenuti contro i tumori, restano criticità legate alla diffusione crescente di patologie croniche. In Italia, secondo i dati presentati all’Health Innovation Show, il diabete è passato dal 4,8% della popolazione nel 2009 al 6,2% nel 2023. Le cardiopatie sono cresciute dal 3,7% al 4,2%, l’obesità dal 10,3% all’11,8%. Queste condizioni, secondo gli esperti, dipendono spesso da fattori sociali: livello di istruzione, reddito, accesso ai servizi, qualità dell’alimentazione, condizioni abitative e lavorative. L’obesità in particolare è stata definita “la nuova epidemia”.
Sanità pubblica sotto pressione: il 10% rinuncia a curarsi
Nel 2024, il 10% dei cittadini italiani ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. Lo indica il rapporto Innovation Starting Point: prospettive passate e future in sanità, realizzato dalla Fondazione Mesit in collaborazione con le università partner. Il documento sottolinea che “l’innovazione sanitaria può avere un ruolo fondamentale se guidata da una governance pubblica attenta ai bisogni delle persone. Le tecnologie se ben dirette possono ridurre le disuguaglianze, se adottate in modo diseguale possono ampliarle”.
Le principali cause di morte nel mondo – cardiopatie, tumori, diabete, malattie respiratorie – sono sempre più legate a urbanizzazione, povertà, disuguaglianze, bassa scolarità e difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari. La medicina può offrire risposte efficaci solo se la sua capacità tecnologica si intreccia con la capacità sociale di raggiungere le fasce più fragili della popolazione.
Anelli (Fnomceo): “L’innovazione non deve diventare un privilegio”
Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli, ha ribadito la necessità di tutelare l’equità nel sistema sanitario. “L’innovazione è preziosa, ma comporta un investimento importante. Non possiamo permetterci che le innovazioni diventino un privilegio per pochi. Il nostro obiettivo deve rimanere quello di garantire pari accesso alle cure per tutti i cittadini, in ogni parte del Paese, facendo in modo che le conquiste della scienza siano sostenibili per la sanità pubblica e arrivino a tutti”.
La sfida: rendere accesso all’innovazione sostenibile ed equo
Il quadro delineato all’Health Innovation Show mette al centro gli assi della sanità del futuro: la ricerca, l’innovazione tecnologica e la sostenibilità. La medicina del prossimo decennio sarà sempre più basata su intelligenza artificiale, algoritmi predittivi, medicina di precisione, farmaci personalizzati e tecnologie digitali. Ma il loro impatto dipenderà dalla capacità renderle disponibili in modo equo e tempestivo.
Le disuguaglianze di accesso rischiano di vanificare i progressi scientifici, avvertono gli esperti. L’uso selettivo delle tecnologie può produrre una sanità a più velocità, dove le possibilità di cura variano da regione a regione. Per questo Schillaci ha ribadito che ogni ospedale deve avere gli stessi strumenti, e Anelli ha chiesto investimenti per garantire la sostenibilità del sistema.









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