Sessualità dopo il tumore al seno: oltre il 90% delle donne ha problemi, poche chiedono aiuto
Oltre il 90% delle donne affronta problemi legati alla sessualità in seguito a interventi e trattamenti per il tumore al seno. Il 66% non ne parla con nessuno e il 42% rinuncia a gestirli. Le cure, infatti, possono avere un forte impatto sulla sfera emotiva e sessuale. Il bisogno di recuperare femminilità e intimità, così come il desiderio di maternità, sono molto sentiti dalle pazienti, che però spesso non ne parlano. Lo confermano i dati dell’indagine condotta da IQVIA e promossa da Europa Donna Italia per comprendere l’impatto della malattia sull’identità femminile e la relazione di coppia.
Da questi numeri nasce la campagna giunta alla terza edizione e presentata durante una tavola rotonda in occasione della Race for the Cure 2025. L’obiettivo è quello di sensibilizzare e informare sul tema della sessualità nelle donne che convivono con un tumore al seno metastatico, inserendolo all’interno di un contesto più ampio di cura e benessere della persona. L’iniziativa, intitolata “La voce dell’intimità | Sessualità e tumore al seno metastatico: parlarne si può”, è promossa da Pfizer, in collaborazione con le associazioni Europa Donna Italia e Komen Italia.

L’impatto del tumore al seno sulla sfera intima: i dati della ricerca
La ricerca ha coinvolto 382 donne con diagnosi di tumore alla mammella di diverse fasce di età e a diverso stadio di malattia. Sono più del 90% le donne che sperimentano problemi legati alla sfera sessuale in seguito a interventi e trattamenti per il cancro al seno. Eppure il 66% non ne parla con nessuno e il 42% rinuncia addirittura a gestirli.
I risultati indicano che le tematiche relative a emozioni e sessualità sono percepite importanti per il 72% del campione, ma restano taciute non solo dalle donne stesse – principalmente per timore, vergogna, idea che siano aspetti secondari rispetto alle priorità dettate dalla malattia – ma anche dai medici.
Inoltre, appena il 22% delle donne intervistate ha un alto livello di consapevolezza dell’impatto delle terapie sulla propria sessualità, l’11% ha interrotto la relazione con il proprio partner dopo la diagnosi e 2 coppie su 3 hanno interrotto i rapporti sessuali.
Maternità: si rinuncia per mancanza di informazioni
Anche sul fronte della maternità emergono dati significativi: solo 3 pazienti su 4 parlano del desiderio di diventare madri con il proprio medico di riferimento, e la comunicazione risulta chiara e rassicurante appena per la metà di esse. Il risultato è che troppo spesso si rinuncia al proprio progetto di vita perché non si sono ricevute informazioni adeguate.
“È importante promuovere un cambiamento – dichiara Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia – e far sì che i problemi riscontrati dalle pazienti nella sfera emotiva e sessuale escano dal cono d’ombra del tabù”. È necessario “normalizzare il dialogo tra pazienti e professionisti sanitari, medici in primis, anche su questi aspetti. Non dimentichiamo che la presa in carico delle pazienti non deve considerare solo la malattia di per sé, ma la donna nella sua interezza e qualità di vita, che passa anche dai bisogni fisici, psicologici e di coppia“.
“Le insicurezze, le paure e i desideri che riscontriamo ogni giorno nel nostro dialogo con le pazienti, sono parte fondamentale del percorso oncologico delle donne. Aiutarle ad aprirsi e parlare delle loro preoccupazioni e soprattutto degli aspetti legati alla propria sessualità, per cui spesso si sentono in imbarazzo di affrontare, è uno degli obiettivi che come organizzazione ci impegniamo a portare avanti”. L’obiettivo è dare la possibilità di “recuperare la propria sessualità, riprendere contatto con un corpo che è cambiato e riappropriarsi della propria femminilità e della relazione di coppia” commenta la Professoressa Daniela Terribile, Presidente di Komen Italia.
Benessere e qualità di vita: il ruolo delle terapie integrate
Le terapie integrate sono quegli approcci complementari alle cure oncologiche standard che vengono erogati contestualmente e in parallelo ai trattamenti antitumorali. Consistono in una rimodulazione degli stili di vita e in pratiche che supportano la persona durante i trattamenti, migliorano gli effetti collaterali e aiutano a gestire le tossicità attraverso una serie di interventi prevalentemente non farmacologici.
“Già da molti anni presso il Centro di Senologia del Policlinico Gemelli, diretto dal Prof. Gianluca Franceschini, vengono offerte terapie complementari che si integrano in maniera efficace con i trattamenti oncologici attraverso piani terapeutici personalizzati che rispondono ai bisogni meno ascoltati delle pazienti per aiutarle a mantenere un miglior benessere psicofisico durante e dopo le cure”.
Lo afferma il Dott. Stefano Magno, Direttore Centro Komen Italia per i trattamenti integrati in oncologia – Dipartimento Scienze Salute della Donna, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Roma – A proposito della salute sessuale, inoltre, sta per essere avviato un ambulatorio integrato di onco sessualità, per permettere alle donne di affrontare un dialogo aperto sulle tematiche relative all’intimità e conoscere gli strumenti per migliorare la qualità di vita”.
La campagna
La nuova edizione della campagna “La voce dell’intimità | Sessualità e tumore al seno metastatico: parlarne si può” promuove delle pillole video che vedono protagoniste alcune pazienti con il team multidisciplinare di esperti (oncologa, psico oncologa, ginecologa e esperto di terapie integrate). L’intento è rappresentare un dialogo intimo e spontaneo che darà voce alle parole che fanno parte del vissuto ma spesso non emergono: Accettazione, Imbarazzo, Inadeguatezza, Solitudine.
A dare forma a queste parole è stata chiamata Alice Pasquini, in arte Alicè, street artist contemporanea e poliedrica capace di raccontare emozioni e storie femminili lontane dagli stereotipi, che ha realizzato un’opera inedita dedicata all’iniziativa.









