Caldo estremo causerà oltre 2,3 mln di vittime: le città italiane dove si rischia di più
Il riscaldamento globale potrebbe causare oltre 2,3 milioni di morti aggiuntive nelle città europee entro la fine del secolo. È il risultato di uno studio condotto dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine (LSHTM), pubblicato su Nature Medicine. La ricerca evidenzia che, se non verranno adottate misure urgenti per ridurre le emissioni di carbonio, le morti per caldo aumenteranno del 50%, superando la diminuzione di quelle legate al freddo.
Il 70% dei decessi potrebbe essere evitato
Secondo i ricercatori della LSHTM, il 70% delle morti previste può essere evitato con misure immediate. «I risultati evidenziano l’urgenza di mitigare il cambiamento climatico e adattarsi al caldo estremo», spiega Pierre Masselot, autore principale dello studio. «Seguendo un percorso più sostenibile, milioni di vite potrebbero essere salvate prima del 2100. Il Mediterraneo è l’area più vulnerabile e le conseguenze potrebbero essere disastrose senza interventi tempestivi».

Le città più colpite: roma, napoli, milano e genova tra le prime dieci
Lo studio ha analizzato 854 città europee. Le dieci più colpite entro il 2100 saranno:
- Barcellona (Spagna): 246.082 decessi
- Roma (Italia): 147.738
- Napoli (Italia): 147.248
- Madrid (Spagna): 129.716
- Milano (Italia): 110.131
- Atene (Grecia): 87.523
- Valencia (Spagna): 67.519
- Marsiglia (Francia): 51.306
- Bucarest (Romania): 47.468
- Genova (Italia): 36.338
Le città mediterranee, più popolose e soggette a temperature elevate, subiranno l’impatto maggiore. Anche località più piccole in Italia, Spagna e Malta saranno gravemente colpite.
Nord europa: meno morti per freddo, ma il bilancio resta negativo
Nei Paesi del Nord Europa, la diminuzione dei decessi legati al freddo non compenserebbe l’aumento di quelli causati dal caldo. A Londra, ad esempio, si prevede un calo di 27.455 decessi, mentre a Parigi il numero di morti legate alla temperatura aumenterebbe di 13.515. Il saldo complessivo a livello continentale resterebbe negativo, con l’area mediterranea e l’Europa centrale tra le più colpite.







