Mastectomia endoscopica al Policlinico Modena: innovazione e cura
L’adozione di tecniche mini-invasive in chirurgia rappresenta oggi una rivoluzione importante in ambito medico, consentendo di migliorare significativamente l’esperienza del paziente e i risultati post-operatori. Un esempio emblematico di questa innovazione arriva dal Policlinico di Modena, dove un team specialistico ha eseguito un intervento combinato di mastectomia e ricostruzione mammaria utilizzando una tecnica in endoscopia.
Intervento combinato con tecnica mini-invasiva: una nuova frontiera in chirurgia oncologica
La mastectomia, ossia la rimozione totale o parziale del seno compromesso da tumore, rappresenta spesso una fase delicata per le donne che affrontano questa patologia. Tradizionalmente, l’intervento implicava cicatrici di dimensioni rilevanti, tempi di recupero lunghi e un impatto psicologico significativo. Grazie all’approccio mini-invasivo tramite endoscopia, oggi è invece possibile eseguire questa procedura in modo più delicato e meno invasivo.
L’endoscopia consente al chirurgo di lavorare attraverso piccole incisioni, utilizzando una telecamera e strumenti chirurgici dedicati. Questo permette una visione più dettagliata e precisa della zona interessata, mantenendo intatti i tessuti circostanti e riducendo il trauma operatorio. Nel caso del Policlinico di Modena, l’intervento combinato ha integrato la mastectomia con la ricostruzione immediata del seno, evitando così un secondo intervento separato e migliorando la qualità di vita della paziente.
I vantaggi dell’intervento combinato con tecnica mini-invasiva
L’approccio mini-invasivo con tecnica endoscopica apporta numerosi vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale. Tra i principali benefici si evidenziano:
– Riduzione delle cicatrici: Le incisioni sono molto più piccole e meno visibili, migliorando l’aspetto estetico post-operatorio e contribuendo a ridurre l’impatto emotivo della mastectomia.
– Minor dolore post-operatorio: Grazie alla limitata invasività, il dolore dopo l’intervento è nettamente inferiore, facilitando un recupero più sereno.
– Tempi di recupero più brevi: Il paziente può tornare alle normali attività quotidiane in tempi ridotti, riducendo anche la degenza ospedaliera.
– Riduzione del rischio di complicazioni: L’approccio preciso e mirato diminuisce il rischio di infezioni, emorragie e altre complicazioni.
– Possibilità di ricostruzione immediata: La tecnica consente di effettuare in un’unica seduta sia la rimozione tumorale che la ricostruzione mammaria, attraverso l’inserimento di protesi o l’utilizzo di tessuti autologhi in modo meno invasivo.
Come viene realizzata la mastectomia e ricostruzione in endoscopia al Policlinico di Modena
Il percorso chirurgico al Policlinico modenese si basa su un protocollo altamente specializzato, frutto di anni di esperienza e innovazione tecnologica. L’intervento inizia con la realizzazione di piccole incisioni strategiche che permettono l’introduzione dell’endoscopio e degli strumenti chirurgici. Attraverso la telecamera, il chirurgo visualizza in tempo reale l’anatomia del tessuto mammario, assicurandosi una rimozione completa della massa tumorale con margini sicuri.
Subito dopo la mastectomia, senza dover spostare la paziente o procedere con ulteriori incisioni, si passa alla fase di ricostruzione. Gli specialisti utilizzano protesi dedicate, spesso di ultima generazione, oppure metodologie che impiegano tessuti provenienti da altre parti del corpo della paziente, sempre con la guida endoscopica per limitare i segni visibili e ottimizzare la forma del seno.
Un altro punto di forza del centro di Modena è la collaborazione multidisciplinare tra oncologi, chirurghi plastici, anestesisti e personale specializzato in riabilitazione, un modello organizzativo che assicura un’assistenza completa e personalizzata.
L’importanza delle tecniche mini-invasive nella chirurgia oncologica moderna
L’intervento combinato con tecnica mini-invasiva rappresenta un passo avanti nel trattamento personalizzato del tumore mammario. Non solo migliora l’aspetto fisico della paziente, ma anche il suo benessere psicologico e la qualità della vita durante e dopo la cura.
Inoltre, disposizioni come questa aprono nuove prospettive per altre tipologie di interventi oncologici, dimostrando come la mini-invasività possa integrare efficacemente obiettivi terapeutici e cosmetici. Questo paradigma favorisce una medicina sempre più centrata sulla persona, che tiene conto non solo della sopravvivenza ma anche della dignità e della serenità della donna che affronta la malattia.
Il successo ottenuto al Policlinico di Modena conferma il ruolo fondamentale dell’innovazione tecnologica e dell’approccio multidisciplinare nella chirurgia oncologica, offrendo modelli replicabili e potenziando la fiducia delle pazienti nell’evoluzione della cura.


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