Demenza: Fastball, l’esame di 3 minuti per diagnosi di Alzheimer anticipata fino a 10 anni
Un test rapido su pc collegato a una cuffia elettroencefalografica potrebbe anticipare di anni la diagnosi di demenza e Alzheimer. Lo strumento, chiamato Fastball, è stato sviluppato dai ricercatori delle Università di Bath e Bristol guidati da George Stothart e presentato in uno studio pubblicato su Brain Communications.

Come funziona il Fastball test per la demenza
Il test dura tre minuti e si esegue su un laptop collegato in WiFi a una cuffia Eeg. Al paziente vengono mostrate immagini in sequenza, mentre il dispositivo registra l’attività cerebrale. Il sistema analizza in tempo reale la risposta del cervello agli stimoli visivi.
Fastball si concentra soprattutto sulla memoria, più che sulle altre funzioni cognitive. Secondo i ricercatori, questo approccio può rendere più semplice individuare la Mild Cognitive Impairment (Mci), cioè la compromissione cognitiva lieve, condizione che spesso precede demenza e Alzheimer.
Diagnosi con dieci anni di anticipo
Oggi la diagnosi di Alzheimer può richiedere fino a vent’anni dal momento delle prime alterazioni cognitive. Secondo i dati pubblicati, il Fastball test potrebbe ridurre questo ritardo consentendo di riconoscere i segni precoci del declino cognitivo con un vantaggio stimato tra i dieci e i vent’anni.
Lo studio è stato condotto su 107 soggetti: 53 con Mci e 54 controlli sani. I ricercatori sottolineano che la valutazione si basa sulla registrazione oggettiva dell’elettroencefalogramma, senza dipendere esclusivamente dai test soggettivi di memoria.
Limiti e prospettive future
Nonostante i possibili vantaggi, gli specialisti invitano alla cautela. Infatti, servano ulteriori studi su un campione più ampio di pazienti per confermarne affidabilità e applicabilità clinica. Oggi, prima di passare a esami avanzati come tau-PET o risonanza magnetica, i pazienti con sospetta demenza vengono sottoposti a test neuropsicologici standardizzati, come il Mini-Mental State Examination (Mmse) o il Montreal Cognitive Assessment (MoCA).
Mmse e MoCA: i test attualmente in uso
Il Mmse, introdotto nel 1975, è il test più diffuso al mondo e valuta attenzione, calcolo, orientamento spaziale e temporale. È disponibile in versione cartacea, online e persino in braille. Nel 2017 negli Stati Uniti è stata introdotta anche la versione digitale Mmse Calculator.
Il MoCA, sviluppato nel 2005, ha una sensibilità superiore del 70% al Mmse per la Mci e del 20% per l’Alzheimer, ma con una specificità inferiore. Questi test vengono ripetuti nel tempo per monitorare il decorso della malattia e la risposta alle terapie.
Il ruolo del neurologo resta centrale
Fastball riduce i tempi del test e della valutazione, ma non sostituisce il neurologo. Il punteggio del Mmse può indicare una compromissione, ma solo lo specialista è in grado di interpretare i risultati parziali e definire la strategia terapeutica.
La prescrizione dei farmaci anti-Alzheimer in Italia è regolata dalla nota 85 dell’Aifa. L’aggiornamento di tre anni fa ha reso più flessibile la valutazione, permettendo al medico di personalizzare la terapia e di svincolarsi in parte dai punteggi rigidi dei test.
Le variabili che influenzano il test
Gli studi mostrano che anche i test consolidati non sono del tutto oggettivi. Un’analisi israeliana ha rilevato che i risultati del Mmse possono variare a seconda del giorno della settimana: i pazienti ottengono punteggi migliori il lunedì, probabilmente grazie al riposo del weekend.
Anche il Fastball test demenza potrebbe risentire di variabili esterne. L’esecuzione corretta di un esame Eeg richiede un ambiente silenzioso e un posizionamento accurato degli elettrodi, attività che di norma vengono controllate da un medico. Un uso autonomo a domicilio potrebbe introdurre errori che limitano l’oggettività del risultato.










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