Gen Z tra social network e gioco d’azzardo: effetti su sonno e psiche
Social network, smartphone e gioco d’azzardo online fanno parte della quotidianità della Gen Z, ma un utilizzo problematico può avere ripercussioni sul sonno e sul benessere psicologico. I dati più recenti mostrano infatti una crescente attenzione verso l’uso problematico dei social e, soprattutto, verso la diffusione del gioco d’azzardo tra gli adolescenti.
L’obiettivo della prevenzione non è demonizzare la tecnologia, ma riconoscere i comportamenti che possono diventare rischiosi e intervenire prima che interferiscano con la vita quotidiana.
Social network e sonno: quale relazione?
Per la Gen Z i social rappresentano uno strumento di comunicazione, informazione e intrattenimento. Tuttavia, quando l’utilizzo diventa eccessivo o difficile da controllare, può influire sulle abitudini quotidiane e sulla qualità del riposo.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra gli adolescenti europei l’uso problematico dei social è aumentato dal 7% nel 2018 all’11% nel 2022. Lo stesso rapporto evidenzia un’associazione tra questo comportamento e una maggiore probabilità di dormire meno e andare a letto più tardi.
A incidere sul sonno non è soltanto la luce emessa dagli schermi. Un ruolo importante può essere svolto anche dal tempo trascorso online, dalle notifiche, dai contenuti particolarmente coinvolgenti e dal fatto che l’attività sui social finisca per sottrarre ore al riposo.
Per questo, evitare di utilizzare smartphone e social fino al momento di andare a letto può essere una semplice strategia per proteggere il sonno.
Gen Z e gioco d’azzardo: un fenomeno da non sottovalutare
Il gioco d’azzardo online è diventato facilmente accessibile grazie a smartphone e connessioni internet. Sebbene sia vietato ai minorenni, il fenomeno riguarda anche la popolazione adolescenziale.
I dati preliminari dell’indagine 2025 dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano che il 23,4% dei ragazzi tra 14 e 17 anni ha dichiarato di aver giocato d’azzardo, mentre il 3,9% presenta caratteristiche riconducibili a un comportamento problematico.
Particolarmente significativo è il dato relativo al gioco esclusivamente online: tra i 14-17enni che giocano soltanto attraverso internet, la quota di giocatori problematici raggiunge il 20%.
Anche l’indagine ESPAD 2024 conferma la rilevanza del fenomeno. In Europa il 23% degli studenti intervistati ha dichiarato di aver giocato per denaro nell’ultimo anno; in Italia la percentuale arriva al 45%.
Quando il gioco diventa un problema
Giocare occasionalmente non significa avere una dipendenza. Il disturbo da gioco d’azzardo si manifesta quando il comportamento diventa persistente, difficile da controllare e comincia a interferire con la vita della persona.
Alcuni segnali possono indicare la necessità di prestare attenzione:
- difficoltà a ridurre o interrompere il gioco;
- pensieri frequenti legati alle scommesse;
- aumento delle somme o del tempo dedicato al gioco;
- tentativi falliti di smettere;
- utilizzo del gioco per sfuggire a stress o emozioni negative;
- problemi economici o relazionali;
- trascurare scuola, lavoro e altre attività.
Social, gioco e salute mentale
L’uso problematico dei social e il gioco d’azzardo non sono necessariamente collegati, ma possono inserirsi nello stesso ambiente digitale e associarsi ad alcuni indicatori di disagio.
I dati dell’ISS evidenziano, tra i giovani con comportamento di gioco problematico, una maggiore presenza di difficoltà del sonno, sintomi ansiosi e depressivi e impulsività.
È importante, tuttavia, non interpretare queste associazioni come un rapporto automatico di causa-effetto. Il disagio psicologico può favorire alcuni comportamenti problematici, ma questi ultimi possono anche contribuire ad aggravare una situazione già fragile.
Come prevenire i comportamenti problematici
La prevenzione parte dall’educazione a un uso consapevole della tecnologia. Per proteggere il sonno può essere utile mantenere orari regolari, limitare l’utilizzo dello smartphone nelle ore serali e disattivare le notifiche durante la notte.
Sul fronte del gioco d’azzardo, è importante parlare dei rischi già durante l’adolescenza, coinvolgendo famiglie, scuola e servizi sanitari. Il confronto dovrebbe avvenire senza giudizi, così da rendere più facile chiedere aiuto quando emergono difficoltà.
Un cambiamento significativo nelle abitudini del sonno, l’isolamento, un calo nel rendimento scolastico o l’incapacità di controllare il tempo trascorso sui social o dedicato al gioco sono segnali da non ignorare.
Per la Gen Z, prevenire significa quindi imparare a riconoscere i limiti e mantenere un equilibrio tra vita digitale e vita offline. Proteggere il sonno, conoscere i rischi del gioco d’azzardo e chiedere supporto tempestivamente quando qualcosa sfugge al controllo sono strumenti concreti per tutelare il benessere psicologico.









