Congo, 53 persone uccise da una malattia non identificata
Nel Congo nord-occidentale si sta registrando un’emergenza sanitaria alla quale gli esperti guardano con attenzione. Una malattia che al momento non è stata identificata, con sintomi di febbre emorragica, ha già causato oltre 50 decessi e ha registrato 419 casi dal 21 gennaio 2025. Proprio per questo i medici sul campo e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) monitorano la situazione con estrema attenzione.
Dettagli del focolaio e sintomi preoccupanti
Il focolaio iniziale si è verificato a Boloko, dove tre bambini hanno contratto la malattia dopo aver mangiato un pipistrello. La rapidità con cui si sono sviluppati i sintomi, con decessi in sole 48 ore, evidenzia la pericolosità della patologia. Serge Ngalebato, direttore medico dell’ospedale Bikoro, ha sottolineato come l’intervallo tra la comparsa dei sintomi e la morte rappresenti un segnale d’allarme.
Trasmissione animale-uomo e fattori di rischio
L’episodio si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per la trasmissione di malattie dagli animali all’uomo, un fenomeno che in Africa è aumentato di oltre il 60% nell’ultimo decennio. Il consumo di fauna selvatica, diffuso in molte comunità, è infatti uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza di nuove epidemie nel Congo e in altre regioni del continente.
Diagnosi, esclusione di Ebola e altri fattori
Dopo la seconda ondata di contagi a Bomate (9 febbraio 2025), campioni di 13 casi sospetti sono stati inviati all’Istituto Nazionale per la Ricerca Biomedica di Kinshasa. I test hanno escluso la presenza di Ebola e del virus Marburg, confermando la natura misteriosa della patologia. Alcuni campioni hanno mostrato positività per la malaria, suggerendo la possibilità di co-infezioni o diagnosi errate in precedenti epidemie.
Conclusioni e monitoraggio internazionale
Al momento non c’è ragione per un allarme, ma questo focolaio di malattia sconosciuta nel Congo si aggiunge a episodi simili verificatisi nel 2024, quando una patologia simile all’influenza, inizialmente attribuita a probabile malaria, aveva causato numerosi decessi. Le autorità internazionali e l’OMS continuano a monitorare la situazione con l’obiettivo di contenere la diffusione del virus e di prevenire ulteriori contagi.
Leggi anche:
Ritiro USA dall’OMS, cosa cambia per il mondo e quali sono i rischi sanitari

it.freepik






Fonte Instagram
it.freepik