Quella del trapianto di un organo è sempre una procedura complessa, a Modena – per la prima volta al mondo – è stato usata una piattaforma robotica per un trapianto di emifegato. L’intervento risale al 15 febbraio su un paziente di 62 anni affetto da un grave tumore epatico, ma è stato annunciato solo ora dalla Regione Emilia-Romagna.
“Abbiamo avviato il programma di trapianto epatico robotico circa un anno fa,” spiega il professor Fabrizio Di Benedetto, ordinario all’Università di Modena e Reggio Emilia e direttore della Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e dei Trapianti di Fegato dell’AOU di Modena. “Ad oggi, questa tecnica rappresenta già circa il 10% della nostra attività, e abbiamo realizzato anche il terzo trapianto al mondo di fegato intero in modalità robotica. L’obiettivo è confermare anche nei trapianti i benefici della chirurgia mini-invasiva: degenze più brevi e un recupero post-operatorio più rapido.”
Il trapianto è stato realizzato con “tecnica split“, che consente di suddividere un fegato in due parti: il segmento laterale sinistro per un paziente pediatrico e il lobo destro esteso per un adulto. Questo approccio è stato reso possibile grazie all’esperienza maturata dal team del professor Di Benedetto nella chirurgia robotica, già applicata con successo in ambito oncologico su fegato, pancreas e vie biliari, oltre che nei trapianti da donatore vivente.
Vantaggi della chirurgia robotica nel trapianto d’organo
I sistemi robotici offrono una visione tridimensionale ad alta definizione e strumenti con una gamma di movimento superiore a quella della mano umana. Questo permette ai chirurghi di operare con una precisione millimetrica, riducendo il rischio di danni ai tessuti circostanti e migliorando l’esito dell’intervento. La chirurgia robotica richiede incisioni più piccole rispetto alla chirurgia tradizionale, comportando cicatrici meno evidenti, ridotto dolore post-operatorio e una guarigione più rapida.
Riduzione del rischio di infezioni
Le incisioni più piccole e la maggiore precisione riducono l’esposizione dei tessuti interni, diminuendo il rischio di infezioni post-operatorie. Grazie alla minore invasività e al ridotto trauma chirurgico, i pazienti sottoposti a trapianti robotici tendono a recuperare più rapidamente, tornando alle normali attività quotidiane in tempi più brevi.
Applicazioni cliniche e casi di successo
Oltre a quanto fatto a Modena, sono molti i casi nei quali la chirurgia robotica sta migliorando le procedure di trapianto. L’Ospedale Niguarda di Milano ha eseguito con successo oltre 200 prelievi renali robotici e ha avviato un programma dedicato ai trapianti robotici, evidenziando l’efficacia e la rapidità di questa tecnica. Al Policlinico di Modena, è stato realizzato il primo trapianto di fegato completamente robotico in Italia, con il paziente dimesso dopo soli quattro giorni dall’intervento. Negli Stati Uniti, l’ospedale NYU Langone Health ha effettuato il primo trapianto polmonare bilaterale completamente robotico al mondo, segnando un’importante pietra miliare nella chirurgia dei trapianti.
Grazie a queste innovazioni, e grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale, la chirurgia robotica sta portando ad una svolta significativa nei trapianti d’organo, offrendo interventi più sicuri, meno invasivi e con tempi di recupero ridotti. Con l’adozione crescente di questa tecnologia si sta arrivando ad un miglioramento continuo degli esiti clinici e della qualità della vita dei pazienti trapiantati.
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