Con l’arrivo del caldo, le zanzare tornano a essere una presenza familiare in giardini, balconi, parchi e abitazioni. Per molte persone rappresentano soprattutto un disturbo: punture, prurito, notti agitate e pelle irritata. Tuttavia, in alcune aree e in particolari condizioni, questi insetti possono diventare anche veicoli di infezioni.
Le zanzare non trasmettono malattie “di per sé”: il rischio nasce quando pungono una persona o un animale infetto e, successivamente, pungono un altro ospite. È così che alcuni virus, parassiti o altri agenti patogeni possono circolare. A livello globale, le malattie trasmesse da vettori rappresentano una quota importante delle infezioni umane; tra queste, diverse sono legate proprio alle zanzare.
Quali infezioni possono essere trasmesse
Non tutte le zanzare sono uguali. Alcune specie sono associate a malattie specifiche. Le zanzare del genere Anophelespossono trasmettere la malaria; le Aedes, tra cui la zanzara tigre, possono essere coinvolte nella trasmissione di dengue, chikungunya e Zika; le zanzare Culex possono trasmettere il virus West Nile.
In Europa il tema è seguito con crescente attenzione, anche perché clima, viaggi internazionali e commercio possono favorire la diffusione di specie invasive e modificare le aree in cui alcune infezioni possono comparire. L’ECDC segnala che le malattie trasmesse da zanzare sono oggetto di sorveglianza europea continua, con aggiornamenti dedicati a West Nile, dengue, chikungunya e alla diffusione dei vettori.
I segnali da non sottovalutare
La maggior parte delle punture provoca solo reazioni locali: rossore, gonfiore, prurito e lieve dolore. In alcuni casi, però, dopo una puntura possono comparire febbre, mal di testa intenso, dolori muscolari o articolari, stanchezza marcata, eruzione cutanea, nausea o sintomi neurologici. Questi disturbi non indicano automaticamente un’infezione trasmessa da zanzare, ma meritano attenzione soprattutto dopo viaggi in aree a rischio o in presenza di focolai segnalati.
Le persone anziane, fragili, immunocompromesse, le donne in gravidanza e chi soffre di malattie croniche dovrebbero prestare particolare cautela. In caso di febbre alta, peggioramento rapido, confusione, rigidità del collo, difficoltà respiratoria o sintomi insoliti, è opportuno rivolgersi a un medico.
La prevenzione comincia dall’ambiente
La protezione più efficace non riguarda solo la pelle, ma anche gli spazi in cui si vive. Le zanzare depongono le uova in piccole raccolte d’acqua: sottovasi, secchi, tombini, grondaie o contenitori lasciati all’aperto possono diventare luoghi ideali per la riproduzione.
È utile eliminare i ristagni, svuotare regolarmente i sottovasi, coprire bidoni e cisterne, pulire grondaie e controllare cortili, balconi e giardini. Anche una piccola quantità d’acqua può bastare. Zanzariere integre a porte e finestre, ventilatori negli ambienti esterni e abiti coprenti nelle ore più esposte riducono ulteriormente il rischio.
Repellenti e abbigliamento: come usarli bene
I repellenti cutanei sono uno strumento importante, purché vengano usati seguendo le istruzioni riportate in etichetta. I prodotti registrati e valutati dalle autorità competenti, contenenti principi attivi come DEET, picaridina, IR3535 o olio di eucalipto limone, sono considerati efficaci quando impiegati correttamente. Il CDC indica che i repellenti registrati EPA sono sicuri ed efficaci anche per donne in gravidanza e allattamento, se usati secondo le indicazioni.
Il repellente va applicato sulle zone scoperte, evitando occhi, bocca, ferite e irritazioni. Nei bambini è preferibile che l’applicazione venga fatta da un adulto. In caso di uso combinato con crema solare, in genere la protezione solare si applica prima e il repellente dopo. Per escursioni, viaggi o attività in zone molto esposte, possono aiutare pantaloni lunghi, maniche lunghe e indumenti chiari.
Un gesto quotidiano di salute pubblica
Proteggersi dalle zanzare non significa vivere con allarme, ma adottare abitudini semplici e costanti. La prevenzione individuale riduce le punture; quella ambientale limita la proliferazione degli insetti. Quando questi comportamenti diventano diffusi, il beneficio riguarda l’intera comunità.
Leggi anche:


