Il sole può essere amico o nemico della salute: tutto dipende da come ci si espone. Sottovalutare i rischi significa esporre la pelle a danni che si sommano nel tempo. Ancora oggi, molte false credenze inducono comportamenti pericolosi, spesso sottovalutati. La Fondazione Umberto Veronesi ha selezionato i dieci principali miti da sfatare per prevenire i danni cutanei, incluso il melanoma, la forma più aggressiva di tumore della pelle. Conoscere le evidenze scientifiche aiuta a proteggersi tutto l’anno, non soltanto nei mesi caldi.

Il caldo non rende il sole più pericoloso
La convinzione che il sole sia più dannoso quando fa caldo è errata. A provocare i danni sono i raggi ultravioletti (UV), la cui intensità dipende dall’altezza del sole nel cielo, non dalla temperatura. I raggi UV raggiungono il picco tra le 11 e le 15, a prescindere dal calore percepito. È quindi necessario proteggersi anche nelle giornate fresche.
Anche chi ha la pelle scura può scottarsi
Avere più melanina offre una certa protezione, ma non elimina il rischio. I danni cellulari indotti dai raggi UV interessano tutte le carnagioni e possono condurre allo sviluppo di tumori cutanei, melanoma incluso.
La vitamina D non richiede lunghe esposizioni al sole
Bastano pochi minuti di esposizione quotidiana per garantire la sintesi di vitamina D necessaria al corretto funzionamento dell’organismo. Esporsi per tempi prolungati non porta benefici aggiuntivi e aumenta solo il rischio di danni alla pelle.
Le nuvole non bloccano i raggi UV
Anche in giornate apparentemente coperte, l’80% dei raggi UV attraversa le nubi e raggiunge la pelle. Proteggersi resta indispensabile, indipendentemente dal meteo.
La crema solare da sola non basta
La protezione solare deve essere accompagnata da altre misure: indossare abiti leggeri ma coprenti, occhiali con filtri UV, cappelli e cercare riparo all’ombra durante le ore centrali della giornata.
I prodotti doposole non riparano i danni al DNA
I cosmetici lenitivi aiutano a ridurre l’infiammazione ma non sono in grado di riparare i danni genetici provocati dai raggi ultravioletti. La prevenzione resta l’unico strumento efficace.
Dopo una scottatura, proteggersi è ancora più importante
Ogni esposizione non protetta contribuisce all’accumulo di danni cutanei. Proteggere la pelle, anche dopo essersi scottati, aiuta a ridurre il rischio di melanoma e di altri tumori della pelle.
In montagna o in città ci si scotta comunque
L’idea che il sole sia più pericoloso solo al mare è falsa. In montagna, per esempio, l’intensità dei raggi UV cresce del 10% ogni 1000 metri di altitudine. Anche nelle giornate nuvolose o in ambiente urbano è indispensabile proteggersi.
Il prezzo della crema solare non misura l’efficacia
La qualità della protezione dipende dal fattore SPF e dalla corretta applicazione, non dal costo del prodotto. Anche creme solari economiche, se adeguate, offrono una protezione efficace.
I vetri dell’auto non bloccano tutti i raggi UV
I vetri laterali e posteriori delle automobili non filtrano completamente i raggi UVA, responsabili dell’invecchiamento precoce e dei danni cutanei profondi. Per chi trascorre molto tempo alla guida, l’uso della protezione solare è consigliato.

La prevenzione inizia dai controlli regolari. Conoscere e superare i falsi miti aiuta a proteggere la pelle in ogni stagione, riducendo il rischio di patologie anche gravi. Per accedere a un’informazione corretta è importante rivolgersi a fonti attendibili, come per esempio l’Istituto Superiore di Sanita, la Fondazione Veronesi, la Fondazione Airc e altre realtà scientifiche riconosciute.


