La lettura fa bene, perché accresce la cultura, ma non solo: leggere romanzi, immedesimarsi nelle storie dei personaggi, apre anche la mente. Aiuta a capire meglio il punto di vista degli altri, rafforzando l’empatia. A confermarlo sono i recenti dati di uno studio dell’Universita’ di Toronto, su ‘Trends in Cognitive Sciences’.
Effetti simili si osservano anche guardando fiction con una trama appassionante o giocando con videogiochi con uno sviluppo narrativo coinvolgente.
Gli studiosi hanno revisionato studi precedenti e condotto esperimenti al fine di rilevare una maggiore empatia, un maggiore sforzo di comprensione del punto di vista altrui. In particolare nella ricerca si fa riferimento a uno studio in cui è stato chiesto a delle persone, mentre erano sottoposte a risonanza magnetica, di pensare a frasi con immagini determinate ( “un tappeto blu scuro”, “una matita a strisce arancioni”). Tra gli esperimenti condotti anche il “Mind in the eyes test’, che misura l’abilità della mente a leggere lo sguardo. Ai partecipanti e’ stato chiesto di descrivere, dopo aver visto le immagini degli occhi di 36 persone, come secondo loro si sentissero. Comparati con coloro che non avevano letto romanzi, i lettori risultavano avere punteggi migliori in questo test.

Children reading from books together






«Il rapporto tra mente e intestino – spiega il professore – ha una importanza rilevante per il nostro benessere psico-fisico e questo libro focalizza l’attenzione sulle sensazioni e i disturbi delle persone affette da questa sindrome cronica. E’ importante che le persone riescano a identificare e comprendere i sintomi e i molteplici fattori che concorrono a causarla. Fortunatamente la maggior parte delle persone ha disturbi intestinali occasionali e lievi, spesso gestibili in maniera autonoma o con l’aiuto del farmacista, ma è fondamentale che sia riconosciuta e compresa la sofferenza di chi ha manifestazioni gravi (circa il 20 per cento), restituendo loro dignità e sostegno».