Con l’arrivo della stagione estiva, molti si apprestano a riaprire le case di villeggiatura rimaste inattive durante i mesi invernali. Questo periodo comporta la riattivazione dei sistemi di climatizzazione e l’utilizzo degli impianti idraulici. Tuttavia, è proprio in queste operazioni che può celarsi un rischio per la salute spesso sottovalutato: la legionella.
Legionella: identikit di un nemico insidioso
La Legionella pneumophila è un batterio che tende a proliferare in ambienti umidi, trovando condizioni ideali nelle acque stagnanti con temperature comprese tra i 20°C e i 50°C. È importante sottolineare che la trasmissione non avviene tramite l’ingestione di acqua contaminata, bensì attraverso l’inalazione di microgocce (aerosol) contenenti il batterio. Questa esposizione può verificarsi durante l’utilizzo della doccia, l’apertura di un rubinetto o l’azionamento di un condizionatore la cui manutenzione non sia adeguata. Una volta inalate, queste microparticelle possono causare infezioni respiratorie di varia gravità, dalla legionellosi (una forma di polmonite potenzialmente seria) alla febbre di Pontiac (una patologia più lieve ma comunque debilitante).
Perché le case di vacanza possono essere un rischio
Le case di villeggiatura rappresentano un contesto in cui il rischio di proliferazione della legionella può aumentare. Durante i periodi di inutilizzo, l’acqua tende a ristagnare nelle tubature, creando un ambiente favorevole alla crescita del batterio. Analogamente, i condizionatori, specialmente i modelli dotati di torri evaporative o umidificatori, possono diventare veicoli di diffusione della legionella se non vengono sottoposti a interventi di pulizia periodici e accurati.
Come evitare i pericoli
Per ridurre il rischio di esposizione alla legionella, è consigliabile adottare alcune precauzioni semplici ma fondamentali:
- Prima di utilizzare l’acqua (doccia o lavandini), si raccomanda di farla scorrere abbondantemente per almeno 5-10 minuti, specialmente dopo un lungo periodo di inattività dell’impianto. Ove possibile, è opportuno aerare l’ambiente aprendo le finestre ed evitare di stazionare nelle vicinanze durante questo lasso di tempo per limitare l’inalazione di potenziali aerosol.
- È buona norma pulire con regolarità i rompigetto dei rubinetti e i soffioni delle docce. In queste aree si può formare un biofilm che offre un ambiente protettivo per la crescita batterica. Si possono utilizzare prodotti specifici o soluzioni a base di acqua e aceto o limone.
- Sanificare l’impianto idrico delle abitazioni rimaste chiuse per diversi mesi, in particolare qualora non si abbia certezza della qualità dell’acqua. In caso di dubbi, è meglio rivolgersi a professionisti del settore.
- La manutenzione dei condizionatori riveste un ruolo cruciale: è necessario provvedere alla pulizia dei filtri e al controllo delle vaschette di raccolta della condensa. Per i sistemi più complessi, si raccomanda l’intervento di un tecnico specializzato per una sanificazione completa.
- Qualora si utilizzi un boiler o uno scaldabagno, è opportuno impostare la temperatura a 60°C per almeno un’ora. Il calore si rivela un efficace agente di sanificazione contro la legionella.
Cosa fare in presenza di sintomi
Qualora, dopo aver soggiornato in un’abitazione rimasta chiusa a lungo, si manifestino sintomi quali febbre alta, tosse, difficoltà respiratorie o dolori muscolari, è importante non sottovalutarli. Il rischio di infezione da legionella riguarda tutte le fasce di popolazione, ma è più elevato per anziani, individui immunocompromessi o fumatori. In tali circostanze, si consiglia vivamente di consultare tempestivamente il proprio medico curante, segnalando la possibile esposizione ad acqua stagnante o impianti a rischio. Una diagnosi precoce può influire significativamente sull’esito della terapia.
Adottando queste semplici misure preventive, è possibile ridurre significativamente il rischio di contrarre la legionella e godere della propria casa al mare in piena sicurezza durante la stagione estiva.
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