Il Centro nazionale sangue ha lanciato un allarme per una carenza diffusa di sangue sul territorio nazionale, con una situazione particolarmente delicata per le unità di gruppo sanguigno 0 positivo. Le maggiori criticità vengono segnalate nel Lazio, in Campania e in Sicilia, ma il problema interessa più in generale l’intero sistema trasfusionale italiano.
A rendere più complessa la situazione è il fatto che, al momento, non risultano Regioni con disponibilità di sangue in esubero sufficiente per intervenire attraverso il normale meccanismo di compensazione interregionale. Si tratta del sistema che consente alle aree con una maggiore disponibilità di unità di sangue di sostenere quelle nelle quali la raccolta non riesce a coprire il fabbisogno.
Quando però la carenza riguarda contemporaneamente diversi territori, anche questa rete di solidarietà tra Regioni diventa più difficile da attivare. Da qui la necessità di aumentare rapidamente le donazioni e ricostituire le scorte disponibili nei servizi trasfusionali.
Perché l’autosufficienza del sangue è fondamentale
La disponibilità costante di sangue e dei suoi componenti rappresenta un elemento essenziale per il funzionamento del sistema sanitario. Le trasfusioni sono necessarie in numerose circostanze: dagli interventi chirurgici alle emergenze, fino alle terapie destinate a pazienti affetti da patologie che richiedono un supporto trasfusionale periodico.
L’autosufficienza nazionale si basa sulla donazione volontaria, periodica, responsabile e non remunerata. Il sistema viene continuamente monitorato per verificare che produzione e disponibilità di globuli rossi, plasma e piastrine siano adeguate alle necessità delle strutture sanitarie.
Una riduzione delle donazioni può quindi avere conseguenze importanti, soprattutto quando interessa contemporaneamente diverse aree del Paese e non può essere compensata attraverso il trasferimento di unità provenienti da altre Regioni.
L’appello del Centro nazionale sangue alle associazioni
Di fronte alle attuali difficoltà, il Centro nazionale sangue ha chiesto alle associazioni e alle federazioni dei donatori volontari di rafforzare le iniziative destinate a incrementare la raccolta. Le organizzazioni presenti sul territorio si sono già attivate aumentando le chiamate ai donatori e programmando, dove possibile, ulteriori sessioni di donazione.
Particolare attenzione viene rivolta in questa fase ai donatori appartenenti al gruppo 0 positivo, per il quale è stata segnalata la maggiore necessità.
L’obiettivo è favorire una risposta rapida e coordinata, coinvolgendo associazioni, servizi trasfusionali e strutture sanitarie, in modo da aumentare le disponibilità senza compromettere l’organizzazione e la sicurezza della raccolta.
Fidas potenzia la chiamata dei donatori
Tra le organizzazioni che hanno risposto all’appello c’è Fidas, la Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue, che ha annunciato il potenziamento della chiamata attiva dei propri donatori.
«È un momento nel quale la nostra rete è chiamata, ancora una volta, a dimostrare la propria capacità di presenza e di risposta. Chiedo a tutte le strutture associate di intensificare sin da subito, in stretto raccordo con i Servizi trasfusionali e le strutture sanitarie di riferimento, la chiamata dei donatori e ogni iniziativa utile a sostenere la raccolta, con particolare attenzione ai donatori di gruppo 0 positivo», ha affermato il presidente di Fidas, Giovanni Musso.
L’invito a prenotare la donazione
Musso ha inoltre rivolto un appello sia ai donatori periodici sia alle persone che stanno valutando di donare sangue o plasma per la prima volta. L’indicazione è quella di contattare la propria associazione di riferimento oppure il Servizio trasfusionale del territorio per verificare le modalità disponibili e prenotare la donazione.
In una fase caratterizzata da scorte ridotte, anche il contributo dei singoli donatori può diventare determinante. La programmazione delle donazioni permette inoltre ai servizi trasfusionali di organizzare meglio la raccolta sulla base delle effettive necessità, evitando concentrazioni eccessive in alcune giornate e garantendo una disponibilità più regolare nel tempo.
La richiesta, dunque, è quella di rafforzare rapidamente la partecipazione, con una priorità particolare per il gruppo 0 positivo, così da consentire al sistema trasfusionale nazionale di superare l’attuale situazione di difficoltà.
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