Da più di un decennio, medici e infermieri dell’AOU Meyer IRCCS, insieme all’associazione Annulliamo la Distanza, portano in Eritrea un percorso continuativo di formazione sulle emergenze pediatriche. Non si tratta di interventi episodici, ma di un impegno strutturale che, nel tempo, ha contribuito in modo concreto al rafforzamento del sistema sanitario del Paese. Il programma nasce su richiesta del Ministero della Sanità eritreo e rappresenta oggi, per molti professionisti locali, l’unico accesso a una preparazione completa sulla gestione del bambino critico.
L’attenzione si concentra in modo particolare su specializzandi e neolaureati, spesso destinati a lavorare anche nelle aree più remote del territorio. In un contesto in cui la disponibilità di risorse e tecnologia sanitaria è limitata, la capacità di riconoscere precocemente l’emergenza e intervenire con manovre appropriate può diventare decisiva. La formazione, in questo senso, non è soltanto un trasferimento di competenze: è un investimento sulla possibilità di salvare vite, ridurre complicanze e migliorare la qualità dell’assistenza.
PBLS ed EPALS: competenze salvavita per il bambino critico
Dalle prime missioni ad oggi, sono circa 300 i medici e gli operatori sanitari dell’Ospedale Orotta di Asmara che hanno ricevuto formazione di base e avanzata: Paediatric Basic Life Support (PBLS) ed EPALS (European Pediatric Advanced Life Support). Sono percorsi pensati per rispondere in modo efficace a situazioni di arresto cardiaco e per gestire tempestivamente i casi di bambini in condizioni critiche per insufficienza respiratoria o di circolo, con l’obiettivo di prevenire danni cerebrali e aumentare le possibilità di sopravvivenza.
La logica di questi corsi è fortemente operativa: l’addestramento su scenari simulati e manichini permette di esercitare sequenze di intervento, comunicazione di squadra e decisioni rapide, elementi fondamentali quando ogni minuto conta. In pediatria, infatti, molte emergenze evolvono rapidamente: l’ipossia può precedere l’arresto cardiaco e la tempestività dell’assistenza iniziale influisce in modo determinante sull’esito clinico. In contesti con carenze di mezzi diagnostici e terapeutici, la competenza clinica e la standardizzazione delle manovre diventano ancora più centrali.
Riferimento nazionale con oltre 30mila accessi l’anno
Secondo gli ultimi dati disponibili, l’Ospedale Orotta, unico ospedale pediatrico di riferimento della nazione, accoglie ogni anno oltre 30mila bambini provenienti da ogni angolo del Paese. Un numero che rende evidente la pressione quotidiana sui reparti e l’importanza di poter contare su personale formato a riconoscere rapidamente i segnali di gravità.
In una struttura che svolge anche funzione universitaria, l’impatto della formazione si estende oltre l’ospedale stesso: chi apprende protocolli e pratiche di emergenza può portare tali competenze nei futuri luoghi di lavoro, contribuendo a diffondere un linguaggio comune nella gestione del bambino critico. Proprio questo aspetto diventa strategico quando si pensa a territori vasti, difficili da raggiungere e con livelli di assistenza disomogenei.
Il progetto Codice Rosso: formazione nel 2025 e lavoro di squadra
Solo nel 2025, grazie al progetto Codice Rosso, cofinanziato dalla Delegazione dell’Unione Europea in Eritrea, da Annulliamo la Distanza e dalla tedesca Archemed, la formazione sulla gestione del bambino critico ha coinvolto circa 40 sanitari locali. A condurla è stato il team di professionisti volontari dell’AOU Meyer IRCCS e formatori certificati PBLS-EPALS, guidati da Francesco Mannelli, ex dirigente medico dell’azienda ospedaliera e coordinatore della missione insieme a Cristiana Benucci, medico pediatra.
Il punto non è soltanto “insegnare”, ma costruire le condizioni per rendere quella formazione replicabile e sostenibile. “Quello che cerchiamo di garantire è una didattica basata su corsi pratici, con scenari su manichini e formazione operativa. Inoltre, se da un lato il personale eritreo può contare su un livello di preparazione notevole, dall’altro deve scontrarsi quotidianamente con la carenza drammatica di risorse. Molte delle cose che potremmo includere nella formazione non hanno senso in quel contesto, perché non sono materialmente applicabili”.
Dalla formazione alle infrastrutture
La formazione, però, da sola non basta se non è accompagnata da ambienti adeguati e strumenti essenziali. In questo senso è fondamentale il contributo di Annulliamo la Distanza, che ha portato e continua a fornire sostegno agli ospedali della capitale eritrea, a partire dalla ristrutturazione del Pronto Soccorso e di vari reparti, due dei quali oggi sono in fase di conclusione.
“L’installazione di un potente impianto di depurazione a osmosi inversa, in grado di garantire acqua potabile e non a tutta l’area pediatrica dell’ospedale Orotta, insieme alla realizzazione di un impianto fotovoltaico per far fronte alla fragilità della rete elettrica, sono stati interventi complessi ma assolutamente indispensabili”. A sottolinearlo è Michele Muffi, presidente dell’associazione fiorentina che opera nel Paese da quasi trent’anni con un’unica missione: i bambini prima di tutto.
Oltre ai rilevanti interventi strutturali, l’associazione ha attrezzato i reparti con arredi, presidi, strumenti e macchinari fondamentali per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria pediatrica. “Basti pensare al circuito a muro dell’ossigeno (conclude Muffi) che fino a poco tempo fa era del tutto assente, così come gli ecografi”.
Ecografi portatili e diagnosi possibili: una nuova formazione strategica
Di recente, infatti, è partita una nuova e importante formazione sull’utilizzo dell’ecografo in ambito pediatrico. In un contesto segnato da una grave carenza di macchinari diagnostici, l’ecografia diventa uno strumento fondamentale per tentare di colmare il vuoto tecnologico e rendere possibili valutazioni cliniche altrimenti irraggiungibili.
“Un altro cambiamento reale è stato l’introduzione degli ecografi portatili”, aggiunge Benucci. “La radiologia, per come possiamo immaginarla noi, non esiste in quel contesto. Fare una TAC è molto difficile e questo tipo di strumenti diagnostici viene usato solo in rari casi. La disponibilità di ecografi portatili e la formazione sul loro utilizzo in ambito pediatrico permette la formulazione di diagnosi diversamente impossibili da ottenere”.
Resta però una sfida cruciale: garantire la fornitura costante del materiale consumabile e l’assistenza tecnica in caso di guasto. Aspetti di cui si fa carico Annulliamo la Distanza, grazie alla presenza sempre più frequente sul campo di un responsabile tecnico e alla possibilità di affidarsi quotidianamente a referenti locali. “A volte — conclude Muffi — risolvere problemi apparentemente banali può rivelarsi estremamente complesso. Basti pensare che la gran parte dei macchinari e dei materiali forniti all’ospedale Orotta non è reperibile in loco e deve quindi essere acquistata in Italia e spedita via container. Anche sotto questo profilo, la nostra lunga esperienza ci consente di operare in modo efficace, ottimizzando, per quanto possibile, tempi e processi”.
Annulliamo la Distanza: una storia con i bambini al centro
Annulliamo la Distanza è una organizzazione di volontariato nata ufficialmente a Firenze nel 1997, quando un gruppo di amici decide di intervenire in prima persona nel sostegno e nella cura di alcuni bambini già da tempo adottati a distanza. Da allora, con un impegno crescente e sempre più incisivo, l’associazione è in prima linea nella lotta contro la fame, le malattie e i gravi disagi che minacciano il futuro dei bambini in ogni parte del mondo.
Oltre alla collaborazione con l’Eritrea, che non è mai venuta meno, l’associazione ha progetti attivi in Cambogia, Albania, Kenya e Italia. La missione è racchiusa in cinque parole: i bambini prima di tutto. È, nelle intenzioni e nelle azioni, la strada indicata per ridurre il divario tra Paesi poveri e ricchi, per “annullare la distanza” fra le diverse anime del pianeta, trasformando la solidarietà in competenze, infrastrutture e opportunità di cura.
Leggi anche:

Ufficio Stampa
it freepik
