All’Ospedale Pediatrico Santobono Pausilipon è arrivata una delegazione di medici provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese per un confronto di alto profilo su tecnologie e modelli organizzativi dedicati alla chirurgia di precisione e alla pianificazione preoperatoria digitale. L’incontro, ospitato a Napoli, ha trasformato i corridoi del presidio in un laboratorio di idee, dove pratica clinica e innovazione tecnologica sono state osservate da vicino e discusse con spirito costruttivo.
Un progetto strutturato: “Medici Cinesi in Campania per Osservazione Clinica”
La visita rientra nel progetto “Medici Cinesi in Campania per Osservazione Clinica”, promosso dalla Beijing Huatong Guokang Foundation (BHGF) con il supporto del Project Manager Vincenzo Scancamarra. Il programma, pensato come piattaforma di scambio sul campo, mira a mettere in comune competenze cliniche, esperienze organizzative e soluzioni tecnologiche avanzate in un’ottica di crescita reciproca. È un tassello del più ampio percorso di collaborazione tra Italia e Cina nella medicina e nella ricerca sanitaria, con l’obiettivo di perfezionare l’assistenza al paziente pediatrico e di accelerare l’adozione di strumenti digitali lungo tutto il percorso di cura.
Chirurgia di precisione e pianificazione digitale: il cuore del confronto
I medici cinesi, specialisti in chirurgia robotica tridimensionale, hanno potuto approfondire da vicino la filiera tecnologica che sostiene il lavoro del Santobono: dalla diagnostica avanzata alla pianificazione preoperatoria digitale, fino all’esecuzione in sala. L’attenzione si è concentrata in particolare sul complesso operatorio del presidio, individuato dalla delegazione come ambiente ad alta specializzazione in costante ammodernamento. Qui la chirurgia di precisione non è solo una definizione: è un insieme di processi integrati (imaging, navigazione, robotica, workflow digitali e sistemi audio-video) che consentono ai team clinici di muoversi con sicurezza, ridurre i margini di errore e personalizzare gli interventi sulle specificità del piccolo paziente.
Il modello clinica-bioingegneria che fa scuola
Guidata dal responsabile della UOSID di Bioingegneria, Luigi Iuppariello, la delegazione ha esplorato il modello di integrazione tra competenze cliniche e ingegneristiche che caratterizza il Santobono. La selezione, la validazione e la messa a regime di piattaforme complesse non sono passaggi accessori, ma parte di una regia che coinvolge chirurghi, anestesisti, infermieri, tecnici e ingegneri clinici. È questo l’approccio che consente di scegliere tecnologie realmente abilitanti, di addestrare i team e di incorporare i dati nel ciclo di cura, trasformando la tecnologia da strumento a fattore di qualità e sicurezza.
Dentro le sale operatorie: un percorso tra specialità e tecnologie
Il tour tecnico ha toccato tutte le principali sale operatorie, ciascuna con un focus specifico:
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Neurochirurgia. La sala è dotata di neuronavigazione, TAC intraoperatoria, neuroendoscopio e laser interstiziale. Questi dispositivi permettono un controllo millimetrico durante l’intervento, aggiornando in tempo reale la mappa anatomica e supportando decisioni rapide e precise su lesioni profonde e aree eloquenti.
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Ortopedia. L’attenzione si è concentrata sulla chirurgia della scoliosi e sull’imaging intraoperatorio, elementi cruciali per correggere deformità complesse della colonna con approcci meno invasivi e con verifiche radiologiche puntuali durante le fasi dell’atto chirurgico.
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Otorinolaringoiatria. Al centro della presentazione il sistema RobOtol per la chirurgia otologica di precisione, con un focus sulle procedure legate agli impianti cocleari. La piattaforma robotica assicura stabilità e micro-movimenti controllati, condizioni indispensabili quando si opera su strutture dell’orecchio interno che misurano pochi millimetri.
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Oculistica. Sono stati illustrati i sistemi laser per la chirurgia oftalmica e le soluzioni avanzate di faco-vitrectomia, tecnologie che aprono a trattamenti più accurati di cataratta complessa e patologie vitreoretiniche in età pediatrica.
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Urologia. In chiusura, la delegazione ha potuto vedere in azione il robot dedicato al trattamento delle calcolosi pediatriche, esempio di come la tecnologia robotica contribuisca a ridurre invasività e tempi di recupero, preservando al contempo la massima precisione.
Il filo conduttore emerso è la centralità di piattaforme integrate capaci di dialogare tra loro, dalla diagnostica alla sala, fino al post-operatorio: un ecosistema digitale che sostiene decisioni cliniche data-driven e facilita la formazione continua dei team.
Formazione, standard e qualità: perché la collaborazione conta
L’iniziativa, sostenuta dalla BHGF e coordinata in Campania, si colloca all’interno di una visione che vede la cooperazione internazionale come motore per l’aggiornamento professionale e l’armonizzazione degli standard. Delegazioni come questa consentono di confrontare protocolli, metodiche e metriche di qualità, creando basi comuni per la sicurezza del paziente e per la valutazione degli esiti. Per i professionisti provenienti dalla provincia di Jiangsu, una realtà con oltre 80 milioni di abitanti, l’osservazione delle pratiche del Santobono rappresenta un’occasione per valorizzare l’esperienza italiana nella pediatria ad alta complessità e riportarla nei propri contesti.
Le voci dei protagonisti
“La condivisione delle conoscenze è uno dei pilastri per il progresso della medicina e per il miglioramento della qualità dell’assistenza. Questa visita conferma la vocazione del nostro Ospedale a essere non solo centro di eccellenza assistenziale, ma anche luogo di scambio scientifico e cooperazione internazionale”, ha commentato Rodolfo Conenna, direttore generale dell’AORN Santobono Pausilipon.
Parole rilanciate da Vincenzo Scancamarra, colonnello riservista dell’Esercito Italiano, presidente dell’associazione culturale L’Era della Stella Polare APS ETS e rappresentante in Italia della BHGF: “I medici cinesi provenienti dagli ospedali di Jiangsu, provincia popolosa di oltre 80 milioni di abitanti, ringraziano per la meravigliosa ospitalità e sono rimasti profondamente colpiti dall’attenzione dedicata alla cura del paziente pediatrico e dall’elevato livello di innovazione tecnologica del Santobono. Proprio questa expertise ci ha spinto a chiedere al direttore generale Conenna di poter fare conoscere la brillante realtà ospedaliera pediatrica della nostra città”.
Un ponte stabile per la pediatria del futuro
La giornata al Santobono ha messo in luce come l’integrazione tra clinica, bioingegneria e gestione dei processi sia oggi un fattore determinante per la qualità dell’assistenza pediatrica. Le tecnologie (dall’imaging alla robotica, dalla neuronavigazione ai flussi digitali) sono efficaci quando inserite in una cornice che le rende utilizzabili, misurabili e replicabili. È questo il terreno su cui la collaborazione tra Campania, Italia e partner cinesi può crescere: nella standardizzazione delle buone pratiche, nella formazione congiunta e nella progettazione di percorsi che mettano sempre al centro il paziente pediatrico. Il Santobono, con la sua vocazione all’alta specializzazione e al continuo ammodernamento, conferma così il ruolo di polo di riferimento e di hub di cooperazione internazionale al servizio dei bambini e delle loro famiglie.
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Ufficio Stampa