All’Ospedale Monaldi di Napoli un ulivo secolare per custodire la memoria del piccolo Domenico. È il segno scelto dall’Azienda Ospedaliera dei Colli per dare forma, in modo sobrio ma profondamente simbolico, a un ricordo che si intreccia con l’impegno a guardare avanti. L’iniziativa si terrà mercoledì 1° aprile, in occasione del Precetto Pasquale, per volontà della Direzione Generale.
L’ulivo sarà piantato nelle aiuole dell’ospedale e diventerà un luogo di memoria e riflessione all’interno del Monaldi. Un gesto che richiama insieme il dolore, la speranza e la responsabilità. «Abbiamo scelto un ulivo secolare – afferma il direttore generale Anna Iervolino –. Quest’albero sarà una presenza simbolica del forte impegno dell’ospedale affinché nulla di simile possa ripetersi e il segno di una rinnovata alleanza con i pazienti».
A dare ulteriore forza all’iniziativa sono anche le parole dell’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, dedicate al piccolo Domenico: «Il suo cuore non si è fermato: ha solo cambiato modo di battere. Come questo ulivo, piantato in sua memoria, continuerà a vivere e a dare vita. Ora batte in ogni cuore che sa commuoversi dinanzi al dolore di un bambino».
La mattinata entrerà nel vivo alle 12.30, quando l’intera comunità ospedaliera si ritroverà nella Chiesa del Crocifisso insieme alla famiglia di Domenico per un momento di raccoglimento e preghiera. A guidarlo sarà padre Alfredo Tortorella, alla presenza del personale sanitario.
L’appuntamento cade in un momento particolarmente sentito per l’ospedale e assume il valore di un passaggio collettivo di vicinanza e condivisione. Il Precetto Pasquale diventa così anche un’occasione per riaffermare un messaggio di riconciliazione e ripartenza, nel segno dell’attenzione verso chi ogni giorno si affida alle cure dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.
A testimoniare la partecipazione di una comunità più ampia ci sarà anche la presenza dell’Associazione Cardiotrapiantati Italiani, in un abbraccio ideale rivolto alla famiglia di Domenico, alla Direzione aziendale e a tutto il personale del Monaldi.
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