Un bambino palestinese di appena 2 anni, originario di Beit Hanoun (Striscia di Gaza), è arrivato a Napoli nelle prime ore del mattino grazie a un’operazione umanitaria coordinata. Il piccolo è stato trasportato in ambulanza del 118 della ASL Napoli 1 Centro, dopo l’atterraggio all’Aeroporto di Pratica di Mare con un volo militare della CROSS di Pistoia (Centrale remota operazioni soccorso sanitario), sotto il coordinamento della Regione Campania. 
Il bambino è affetto da malattia granulomatosa cronica, una patologia rara del sistema immunitario che espone a infezioni gravi e ricorrenti. Ora è ricoverato presso il reparto di Pediatria Generale e Dermo-Immuno Reumatologiadell’Ospedale Santobono Pausilipon, diretto dal dottor Luigi Martemucci.
Accoglienza e assistenza culturale per la famiglia del piccolo paziente
Il piccolo è stato accompagnato dal padre e dal nonno. La Fondazione Santobono Pausilipon ha predisposto immediatamente l’accoglienza nei residence per familiari dei pazienti e ha attivato la rete di mediatori culturali per facilitare il dialogo tra la famiglia e il personale sanitario.
Secondo il direttore generale Rodolfo Conenna, accogliere pazienti da territori di guerra comporta uno sforzo organizzativo straordinario in cui ogni istituzione coinvolta agisce con responsabilità e dedizione. Ogni bambino che arriva per ricevere cure in Italia rappresenta molto più di un caso clinico: è un simbolo di speranza e di rispetto per il diritto universale alla salute.
Una ragazza di 17 anni da Gaza curata all’Ospedale Meyer di Firenze
Nel frattempo, anche l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze ha accolto una giovane paziente palestinese, una ragazza di 17 anni, arrivata all’alba con i genitori e quattro fratelli. Il suo arrivo è avvenuto nell’ambito di un programma umanitario del Governo Italiano, reso possibile anche grazie alla Prefettura di Firenze e alla CROSS.
La ragazza ha subito un trauma oculare a causa del conflitto in corso e ha già ricevuto le prime visite mediche. Anche in questo caso, la Fondazione Meyer ha garantito supporto logistico e culturale, grazie alla presenza di un mediatore linguistico e ai servizi sociali dell’ospedale.
Impegno dell’Italia per l’assistenza sanitaria umanitaria
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha sottolineato l’impegno costante della Toscana nel garantire cure a chi non può riceverle nel proprio Paese. La regione, ha affermato, è sempre pronta ad aprire le proprie strutture d’eccellenza, non solo in caso di guerre o crisi, ma anche investendo in cooperazione sanitaria internazionale, ispirata ai principi di equità, accesso universale e lotta alle disuguaglianze.
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