“Ho il mesotelioma, un tumore molto cattivo”. Le parole che hanno scioccato milioni di telespettatori le ha pronunciate il giornalista Franco Di Mare, ospite di Che tempo che fa, che ha rivelato di essere gravemente malato. In un’intervista al Corriere ha poi aggiunto di avere “poco da vivere”. Ma cos’è il mesotelioma pleurico? proviamo a capirlo assieme.
Aggressivo
È una forma grave di cancro che colpisce la membrana sottile (pleura) che riveste i polmoni e la cavità toracica. Spesso associato all’esposizione all’amianto, questo tipo di cancro richiede una diagnosi tempestiva e un trattamento specializzato. In questa guida, esploreremo approfonditamente le cause, i sintomi, la diagnosi e le opzioni di trattamento disponibili per coloro che affrontano questa malattia debilitante.+
Le cause
Il principale fattore di rischio per lo sviluppo del mesotelioma pleurico è l’esposizione all’amianto. Questa sostanza tossica è stata ampiamente utilizzata in molte industrie per decenni, soprattutto nella costruzione, nei cantieri navali e nell’industria automobilistica. Anche se l’amianto è stato bandito in molti paesi, il rischio di sviluppare il mesotelioma pleurico persiste per coloro che sono stati esposti in passato.
I sintomi
I sintomi del mesotelioma pleurico possono variare da persona a persona e possono essere facilmente confusi con altre condizioni polmonari. Tuttavia, i sintomi comuni includono dolore toracico persistente, difficoltà respiratoria, affaticamento, perdita di peso non spiegata e tosse persistente. È fondamentale consultare un medico se si sospetta di avere questi sintomi, specialmente per coloro che hanno una storia di esposizione all’amianto.
La diagnosi
La diagnosi precoce del mesotelioma pleurico è essenziale per migliorare le prospettive di trattamento e sopravvivenza. I test diagnostici possono includere raggi X del torace, tomografia computerizzata (TC), risonanza magnetica (RM) e biopsie per confermare la presenza del cancro. I medici possono anche valutare la storia di esposizione all’amianto del paziente per determinare il rischio e l’origine della malattia.
Trattamento
Il trattamento del mesotelioma pleurico dipende dallo stadio della malattia e dalle condizioni generali del paziente. Le opzioni di trattamento possono includere la chirurgia per rimuovere il tumore e parte della pleura, la chemioterapia per distruggere le cellule cancerose e la radioterapia per ridurre la dimensione del tumore e alleviare i sintomi. In alcuni casi, possono essere utilizzate terapie innovative come l’immunoterapia o la terapia genica. La cosa importante da comprendere è che, nonostante la gravità della malattia, con una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo, è possibile migliorare significativamente le prospettive di sopravvivenza e la qualità della vita per coloro che vivono con il mesotelioma pleurico.








Il consiglio dello specialista, se si è avuto il Covid, è quindi quello di verificare che il miocardio non sia dilatato. Per farlo basta una visita cardiologica e un ecocardiogramma. Solo nei casi più complessi una risonanza magnetica, ma sempre e solo su consiglio del cardiologo. «Per i pazienti guariti dal Covid è essenziale stratificare il rischio», ricorda Mauro, «ed eventualmente, è importante verificare la presenza di aritmie pericolose. Purtroppo, temo che la popolazione dei cardiopatici post Covid sia destinata ad aumentare nei prossimi anni». L’invito alla prevenzione per chi è stato affetto dalla malattia non deve creare allarme. Mauro ricorda che è sempre fondamentale andare per step, «partire da una visita cardiologica e poi affidarsi al parere dello specialista per eventuali ulteriori approfondimenti». Possono esserci anche dei campanelli d’allarme ai quali prestare attenzione. Ad esempio, per le pericarditi, se si hanno dolori al torace anche a riposo, prevalentemente quando si respira o si tossisce. Oppure, ancora, se c’è dispnea anche a risposo o in conseguenza di sforzi lievi.
«Un problema che riguarda soprattutto le persone comuni, quelle che fanno sport a livello amatoriale. Donne e uomini che devono accettare di passare da una buona condizione fisica alla possibilità di sentirsi affaticati per una semplice rampa di scale», spiega Germano Guerra, vice direttore del 



