Caldo anomalo, ecco come proteggersi
AnzianiIl grande caldo di questi giorni ha riportato l’attenzione sulle ondate di calore e sui rischi per la salute, soprattutto nelle città dove afa, umidità e temperature elevate si sommano all’asfalto, al traffico e alla scarsa ventilazione. Nella giornata di giovedì 28 maggio 2026 il livello massimo di allerta, il bollino rosso, ha interessato Bologna, Firenze, Roma e Torino; venerdì 29 maggio il quadro segnalato dai bollettini è risultato in attenuazione, con un bollino arancione a Genova e numerose città in giallo. I bollettini del Ministero della Salute sono attivi per il 2026 dal 25 maggio al 20 settembre e vengono aggiornati dal lunedì al venerdì con previsioni a 24, 48 e 72 ore.
Il bollino rosso non indica soltanto una giornata molto calda. Segnala condizioni di emergenza, cioè una situazione in cui il caldo può avere effetti negativi non solo sulle persone fragili, ma anche su persone sane e attive. È il livello che richiede maggiore prudenza: non basta “resistere”, né pensare che il disagio sia solo fastidio passeggero. Quando le temperature restano alte per più giorni consecutivi, soprattutto se accompagnate da umidità, sole intenso e assenza di vento, l’organismo fatica a disperdere il calore e il rischio di malori aumenta.
Perché il caldo può diventare pericoloso
Il corpo umano mantiene la propria temperatura interna attraverso meccanismi di compensazione, tra cui la sudorazione e la vasodilatazione. Quando l’ambiente è troppo caldo o troppo umido, questi sistemi diventano meno efficaci. Si può andare incontro a disidratazione, crampi, cali di pressione, svenimenti, peggioramento di malattie già presenti e, nei casi più gravi, colpo di calore.
Il colpo di calore è una condizione seria. Può manifestarsi con temperatura corporea molto alta, pelle calda, confusione, debolezza intensa, nausea, mal di testa, battito accelerato, perdita di coscienza. In questi casi non bisogna aspettare che “passi da solo”: occorre chiamare i soccorsi e, nell’attesa, portare la persona in un luogo fresco, allentare gli indumenti, bagnare il corpo con acqua fresca e favorire la ventilazione.
I comportamenti a rischio da evitare
Con il caldo intenso, alcune abitudini quotidiane possono diventare pericolose. La prima è uscire nelle ore più calde, in particolare tra tarda mattinata e tardo pomeriggio. Camminare a lungo sotto il sole, fare commissioni nelle strade assolate o restare fermi in coda, magari senza acqua, espone a un rischio inutile.
Un altro comportamento da evitare è praticare sport o lavori pesanti all’aperto nelle ore centrali della giornata. Correre, pedalare, allenarsi o svolgere attività fisicamente impegnative quando temperatura e umidità sono elevate può sovraccaricare il sistema cardiovascolare e favorire la disidratazione. Anche chi è allenato non è immune dagli effetti del caldo.
Attenzione anche all’alimentazione. Pasti abbondanti, molto grassi o ricchi di alcol rendono più difficile la digestione e possono accentuare la sensazione di spossatezza. Le bevande alcoliche, inoltre, favoriscono la perdita di liquidi e possono alterare la percezione del rischio. Da limitare anche le bevande molto zuccherate o eccessivamente fredde, che non sostituiscono una corretta idratazione.
Un errore frequente è restare in ambienti chiusi e surriscaldati, soprattutto nelle abitazioni esposte al sole. Finestre aperte nelle ore più calde, tapparelle alzate e ventilatori puntati direttamente sul corpo per molte ore non sempre aiutano. Meglio schermare le finestre durante il giorno, arieggiare nelle ore più fresche e usare ventilatori o condizionatori con buon senso, evitando sbalzi termici eccessivi.
Le persone più a rischio
Il caldo non colpisce tutti allo stesso modo. Le persone anziane sono tra le più vulnerabili, perché spesso avvertono meno la sete, possono avere una ridotta capacità di termoregolazione e assumere farmaci che influenzano pressione, liquidi o sali minerali. Il rischio aumenta se vivono sole, in case molto calde o senza una rete familiare e sociale vicina.
Sono particolarmente esposti anche neonati e bambini piccoli, che dipendono dagli adulti per bere, vestirsi in modo adeguato e stare in ambienti freschi. Il loro organismo si adatta meno rapidamente agli sbalzi termici e può disidratarsi più facilmente.
Devono prestare grande attenzione le persone con malattie croniche, in particolare patologie cardiache, respiratorie, renali, neurologiche, diabete e disturbi della pressione. Anche chi assume farmaci deve essere prudente: diuretici, antipertensivi, psicofarmaci e alcuni altri medicinali possono modificare la risposta dell’organismo al caldo. Non bisogna sospendere terapie di propria iniziativa, ma in caso di dubbi è opportuno confrontarsi con il medico.
Rientrano tra i soggetti più esposti anche le donne in gravidanza, le persone non autosufficienti, chi lavora all’aperto, chi vive in condizioni abitative difficili e chi è costretto a spostarsi molto nelle ore calde.
Come proteggersi: le regole semplici che fanno la differenza
La prima protezione è bere con regolarità, anche quando non si avverte sete. L’acqua resta la scelta migliore. È utile portarne sempre una bottiglia con sé, soprattutto durante spostamenti, viaggi, attese o commissioni. Nei giorni più caldi è bene preferire pasti leggeri, con frutta, verdura, cereali semplici, pesce e alimenti facilmente digeribili.
In casa conviene mantenere gli ambienti il più possibile freschi: chiudere persiane, tapparelle o tende nelle ore di sole, aprire le finestre al mattino presto e la sera, usare il condizionatore senza impostare temperature troppo basse. Se l’abitazione resta molto calda, può essere utile trascorrere qualche ora in luoghi climatizzati, come biblioteche, centri anziani, farmacie, negozi o altri spazi pubblici.
All’aperto è consigliabile indossare abiti chiari, leggeri e non aderenti, preferibilmente in fibre naturali. Cappello, occhiali da sole e crema solare aiutano a proteggere pelle e occhi. Gli spostamenti dovrebbero essere programmati nelle ore più fresche, evitando le camminate lunghe sotto il sole.
Una regola importante riguarda la solidarietà. Nei giorni di bollino rosso o arancione è bene telefonare o fare visita a parenti, vicini e conoscenti fragili, soprattutto se anziani e soli. Una chiamata può servire a verificare che abbiano acqua, che la casa non sia troppo calda, che stiano assumendo correttamente i farmaci e che non presentino sintomi di malessere.
Quando chiedere aiuto
Debolezza improvvisa, vertigini, confusione, nausea persistente, crampi, febbre, pelle molto calda, sonnolenza insolita o svenimento non devono essere sottovalutati. In presenza di sintomi importanti, soprattutto in anziani, bambini, persone malate o donne in gravidanza, è necessario contattare il medico o i servizi di emergenza.
Il caldo non va affrontato con allarmismo, ma con attenzione. Le ondate di calore sono sempre più frequenti e possono arrivare anche prima dell’estate piena. Proteggersi significa cambiare ritmo, evitare gli sforzi inutili, bere di più, cercare il fresco e prestare attenzione a chi è più fragile. In giornate da bollino rosso, la prudenza non è un eccesso: è la misura più semplice per restare al sicuro.

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