Tutti i rischi dell’abbronzatura artificiale
L’abbronzatura artificiale, quella ottenuta tramite lettini e lampade solari, è molto più rischiosa di quanto si possa pensare. Benché siano ancora in molti a ricorrere ai “trucchetti” per un’abbronzatura da vacanza ai Caraibi, questa è stata ormai riconosciuta dai dermatologi (e non solo) come estremamente rischiosa per la salute della pelle. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha persino classificato queste procedure come cancerogene. E lo ha fatto perché si è dimostrato che aumentano significativamente il rischio di sviluppare tumori cutanei.
Perché l’abbronzatura artificiale è pericolosa?
I lettini e le lampade solari emettono radiazioni ultraviolette (UV), analoghe a quelle dei raggi solari, ma con un’intensità concentrata e in tempi brevi. Ed è proprio questa esposizione intensiva a creare uno stress significativo sulla pelle, provocando danni cellulari che possono degenerare in forme tumorali, come il melanoma e i carcinomi basocellulari e squamocellulari.
Oltre al rischio oncologico, l’abbronzatura artificiale provoca un rapido invecchiamento della pelle. Questo fenomeno, noto come fotoinvecchiamento, porta alla comparsa precoce di rughe profonde, macchie solari e secchezza cutanea. Inoltre, vi sono rischi oculari importanti come l’infiammazione della cornea, la degenerazione maculare e l’insorgenza precoce della cataratta.
Le raccomandazioni delle autorità scientifiche
Non è solo l’OMS ad esprimere preoccupazione: anche l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) hanno definito le procedure per l’abbronzatura artificiale “cancerogene”. La Commissione Europea, attraverso il Comitato Scientifico per i Rischi Sanitari, Ambientali ed Emergenti (SCHEER), ha ribadito che non esistono limiti sicuri per l’esposizione ai raggi UV provenienti dai lettini solari. La Commissione ha evidenziato come l’esposizione in età giovanile amplifichi notevolmente il rischio di mutazioni cellulari, raccomandando in modo deciso di evitare l’uso di questi dispositivi da parte degli adolescenti.
Protezione solare
D’estate, al di là del buon senso nel non esporsi ai raggi UV nelle ore più calde, il miglior alleato per la salute della pelle è la protezione solare. Usare la crema solare nel modo giusto è essenziale per evitare scottature e proteggere la pelle dai raggi UV. Prima di tutto, è importante scegliere una protezione con un fattore adeguato al proprio tipo di pelle, meglio se almeno SPF 30. La crema va applicata in abbondanza circa 15-30 minuti prima di esporsi al sole, assicurandosi di spalmarla uniformemente su viso, orecchie, collo e tutte le parti esposte del corpo, incluse mani e piedi. È bene ricordarsi di ripetere l’applicazione ogni due ore, specialmente dopo aver nuotato o sudato. E attenzione: anche quando il cielo è coperto, la crema serve lo stesso, perché i raggi solari riescono comunque a passare attraverso le nuvole.
Un’alternativa più sicura: l’abbronzatura spray
Per chi desidera un’abbronzatura senza rischiare la salute, una valida alternativa è rappresentata dall’abbronzatura spray. Secondo la Food and Drug Administration (FDA) statunitense e l’American Academy of Dermatology Association, l’abbronzatura spray utilizza un composto chiamato diidrossiacetone (DHA), che interagisce con gli amminoacidi dello strato superficiale della pelle, creando un’abbronzatura temporanea e sicura. Il DHA è stato riconosciuto sicuro per l’uso topico esterno, sebbene si raccomandi di proteggere occhi, labbra e mucose durante l’applicazione.
Ma attenzione, è fondamentale ricordare che l’abbronzatura spray non offre alcuna protezione dalle radiazioni ultraviolette del sole, pertanto è sempre necessaria un’adeguata protezione solare quando ci si espone alla luce naturale.
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