Disinfettanti: 5 errori da evitare e 5 regole da seguire secondo Sapienza
L’ateneo romano lancia una campagna per insegnare l’uso corretto dei disinfettanti. Dai dati dell’indagine emerge scarsa informazione. Ecco cosa fare e cosa evitare.
Campagna per sensibilizzare sui rischi dell’uso improprio dei disinfettanti
La campagna “Disinfetta con Sapienza”, promossa dal Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive in collaborazione con il Ministero della Salute è stata lanciata ieri durante un convegno nella sede universitaria. Obiettivo dell’iniziativa: diffondere una cultura condivisa sull’uso corretto dei disinfettanti, coinvolgendo non solo gli addetti ai lavori ma anche la cittadinanza.
La campagna verrà diffusa attraverso le principali piattaforme social e punta a fornire strumenti pratici per distinguere tra disinfettanti e detergenti, leggere correttamente le etichette e riconoscere i prodotti autorizzati. Al centro dell’iniziativa ci sono le regole previste dalle normative vigenti e i rischi legati a un uso improprio.

Differenza tra disinfettanti e detergenti, ancora oggi spesso confusi
Durante l’evento è stato proiettato un video informativo che chiarisce la differenza tra disinfettanti e detergenti, ancora oggi spesso confusi. I primi hanno lo scopo di eliminare microrganismi (batteri, virus, funghi), i secondi servono a rimuovere lo sporco. Sull’etichetta di un disinfettante deve essere presente un numero di autorizzazione rilasciato dal Ministero della Salute (PMC o AIC), insieme alle istruzioni su dosaggio, diluizione, tempi di contatto, aerazione, modalità di conservazione e pittogrammi di pericolo. La corretta lettura dell’etichetta è il primo passo per un utilizzo sicuro ed efficace.
I dati dell’indagine: solo il 2% si considera ben informato
Durante il convegno sono stati presentati i risultati di un questionario KAP (Knowledge-Attitude-Practice) somministrato nel mese di aprile 2025 a 281 studenti della Sapienza. I dati rivelano una scarsa consapevolezza sul tema: solo il 29,2% dichiara di informarsi attraverso fonti affidabili, mentre il 27,1% ammette di non informarsi affatto. Solo il 2,1% si considera ben informato.
Il 92,5% afferma che la pandemia da COVID-19 ha influenzato le proprie abitudini nell’uso dei disinfettanti, ma non sempre in modo consapevole. Lo studio ha evidenziato la necessità di interventi mirati per migliorare le competenze critiche e i comportamenti quotidiani, in particolare rispetto all’affidabilità delle fonti utilizzate per raccogliere informazioni.
5 errori da evitare quando si usano i disinfettanti
- Confondere disinfettanti e detergenti: i primi eliminano i microrganismi, i secondi rimuovono solo lo sporco.
- Ignorare l’etichetta: concentrazione, modalità d’uso, tempo di contatto e sicurezza sono indicati chiaramente e vanno rispettati.
- Fare diluizioni “fai da te”: modificare le concentrazioni compromette l’efficacia e può provocare rischi chimici e sanitari.
- Usare metanolo: non è un disinfettante sicuro. È tossico anche a basse dosi e può causare danni neurologici e visivi. È vietato da OMS e AIFA.
- Usare disinfettanti in modo eccessivo o inutile: può inquinare acqua e suolo, danneggiare flora e fauna, favorire le resistenze microbiche.
5 regole per un uso corretto e consapevole
- Scegliere solo prodotti autorizzati: verificare sempre che abbiano un numero di autorizzazione (PMC o AIC) rilasciato dal Ministero della Salute.
- Leggere sempre l’etichetta: contiene tutte le indicazioni su dosaggio, modalità di applicazione e pericoli specifici.
- Non improvvisare con le diluizioni: seguire alla lettera le istruzioni del produttore. Le concentrazioni sono il risultato di test regolatori.
- Scegliere il disinfettante adatto al tipo di superficie o di cute:
- Superfici: ipoclorito di sodio, alcol etilico, perossido di idrogeno, quaternari d’ammonio.
- Cute integra: alcol, clorexidina, iodopovidone.
- Cute lesa: prodotti specifici a base di clorexidina o iodopovidone, classificati come specialità medicinali.
- Usare alcol etilico al 70%: è la concentrazione più efficace. Alcol al 100% è meno efficace perché evapora troppo in fretta e non penetra la membrana cellulare dei microrganismi.
Disinfettanti e ambiente
L’utilizzo dei disinfettanti non è privo di conseguenze ambientali. I residui chimici, se non correttamente smaltiti, possono contaminare acqua e suolo, con impatti diretti sulla biodiversità e lo sviluppo di resistenze microbiche. Per questo motivo, la campagna “Disinfetta con Sapienza” sottolinea che usare i disinfettanti è un gesto di responsabilità, verso sé stessi e verso la collettività.
L’iniziativa si inserisce nelle attività di informazione e controllo promosse dal Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive della Sapienza Università di Roma insieme al Ministero della Salute. Per saperne di più è possibile consultare la campagna.









