Tumori del sangue: 7 pazienti su 10 guariscono, ecco i sintomi da riconoscere
Ogni anno in Italia circa 32mila persone ricevono una diagnosi di tumore del sangue. In due casi su tre si tratta di persone con più di 65 anni e l’incidenza è destinata a crescere per via dell’invecchiamento della popolazione. Le prospettive di cura, però, sono molto migliorate, grazie alla ricerca. Secondo i dati diffusi da Ail – Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma – oggi circa il 70% dei pazienti può aspirare alla guarigione.
Le neoplasie ematologiche si dividono in tre grandi gruppi: leucemie, linfomi e mielomi. Ogni gruppo comprende decine di sottotipi che possono colpire a qualsiasi età. Alcune forme hanno un decorso acuto, altre cronico. Non sempre le cause sono note, ma la diagnosi precoce e l’accesso a terapie mirate possono fare la differenza.

Tumori del sangue: sintomi a cui prestare attenzione per una diagnosi precoce
I tumori del sangue non si manifestano con un solo sintomo. In molti casi i segnali iniziali sono vaghi, poco specifici e comuni ad altre malattie. Per questo motivo spesso si tende a sottovalutarli. È invece importante tenere sotto controllo una serie di segnali, soprattutto se persistono per più di due settimane.
Tra i sintomi più frequenti ci sono febbre o febbriciattola soprattutto nelle ore serali o notturne, stanchezza generalizzata non giustificata da altre condizioni, perdita di appetito e dimagrimento improvviso. Altri segnali da non ignorare sono dolori articolari o ossei che non si risolvono, ematomi e lividi spontanei, sanguinamenti frequenti o ferite che non guariscono, soprattutto in bocca.
Anche il gonfiore di linfonodi superficiali (collo, ascelle, inguine), sudorazioni notturne intense e prurito persistente su tutto il corpo meritano attenzione. In presenza di questi sintomi è opportuno consultare il proprio medico curante, che potrà eventualmente prescrivere esami di approfondimento o indirizzare verso un centro specializzato.
Nuove terapie: dalla chemioterapia alle terapie personalizzate
Fino a pochi anni fa molte forme di tumori del sangue lasciavano poche possibilità. Oggi, grazie alla ricerca scientifica, la situazione è cambiata. Accanto alla chemioterapia, ancora impiegata in diversi casi, sono disponibili nuove terapie che agiscono in modo mirato. Le CAR-T, ad esempio, utilizzano cellule del sistema immunitario del paziente per riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Sono già impiegate con successo in alcuni tipi di leucemia e linfoma refrattari alle terapie tradizionali.
Un’altra novità sono gli anticorpi bispecifici, che stimolano direttamente il sistema immunitario. A questi si affiancano farmaci a bersaglio molecolare (target therapy) che colpiscono specifiche alterazioni genetiche presenti nelle cellule malate. Queste terapie, in alcuni casi, sono disponibili anche in forma orale e con effetti collaterali più contenuti rispetto alla chemio tradizionale. L’obiettivo attuale è rendere le cure più tollerabili e personalizzate, adattandole alle caratteristiche del paziente e del tipo di malattia.
Come informarsi: numero verde, eventi e centri di riferimento
Il 21 giugno si celebra in Italia la Giornata Nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma. L’iniziativa è promossa ogni anno per offrire informazioni, sostegno e orientamento ai pazienti e alle loro famiglie. Per l’occasione, dalle 8 alle 20, è attivo il Numero Verde Ail – Problemi Ematologici 800 22 65 24, con la possibilità di ricevere consulenze gratuite da specialisti. Sono previsti anche incontri pubblici, attività di sensibilizzazione, eventi sportivi e di raccolta fondi, organizzati dalle 83 sezioni provinciali dell’associazione e da oltre 17mila volontari.
Un’iniziativa simbolica è “Sognando Itaca”, un progetto di vela-terapia che porta i pazienti in mare con equipaggi composti anche da operatori sanitari. La navigazione diventa un’occasione di confronto, condivisione e recupero psicologico, lontano dagli ambienti ospedalieri. Le attività legate alla giornata si svolgono in numerose città italiane e coinvolgono pazienti, medici e cittadini.
Il futuro: più qualità di vita
L’orientamento della ricerca è continuare a sviluppare terapie mirate, più tollerabili e spesso somministrabili anche a domicilio. Questo consente di evitare ricoveri prolungati, migliorare la qualità della vita e rendere più semplice il percorso di cura. Inoltre, grazie alla maggiore conoscenza dei sottotipi genetici dei tumori ematologici, si stanno mettendo a punto trattamenti sempre più precisi, anche per le forme più aggressive o resistenti.
L’obiettivo è ottenere non solo la remissione della malattia, ma anche la possibilità di una vita normale, con cure meno invasive e più efficaci. In questo scenario, l’impegno nella ricerca resta cruciale. Investire in studi clinici e sostenere i centri specializzati permette di accelerare l’introduzione di nuovi farmaci e di garantire ai pazienti accesso a cure sempre più evolute. Chi sospetta di avere sintomi sospetti o ha ricevuto una diagnosi può rivolgersi ai centri di ematologia distribuiti su tutto il territorio nazionale, dove è possibile accedere a percorsi diagnostici e terapeutici aggiornati.




