Tumore al seno: si potrà “congelare”
Una nuova frontiera per la cura del cancro al seno arriva dal freddo: la crioablazione. Una tecnica mini-invasiva e senza cicatrici che sta rivoluzionando l’approccio terapeutico. Ma oltre all’innovazione, resta fondamentale la prevenzione.
Il tumore al seno e l’evoluzione della chirurgia oncologica
Il tumore al seno è una delle neoplasie più diffuse tra le donne in Italia e nel mondo. Fortunatamente, i progressi della medicina stanno aprendo nuovi scenari terapeutici sempre più efficaci e meno invasivi. Tra questi, una delle innovazioni più promettenti è la crioablazione, una tecnica che utilizza il freddo estremo per “congelare” e distruggere il tumore senza bisturi né cicatrici.
L’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, fondato dal celebre oncologo Umberto Veronesi, è in prima linea nello sviluppo di trattamenti che mirano a ridurre al minimo l’invasività per le pazienti. Come spiegano gli specialisti dell’IEO, la chirurgia resta ad oggi il trattamento standard per il tumore al seno, ma gli ultimi decenni hanno visto una spinta decisa verso tecniche più delicate, che preservano l’integrità fisica e psicologica delle donne.
Crioablazione: come funziona la “cura del gelo”
La crioablazione è un trattamento percutaneo, quindi non richiede tagli chirurgici estesi. Con una guida ecografica, i medici inseriscono una sottile sonda nel tessuto tumorale precedentemente analizzato tramite biopsia. Attraverso la sonda viene rilasciato azoto liquido che abbassa la temperatura a -190°C, formando una “palla di ghiaccio” che circonda il tumore. A -40°C, temperatura definita citotossica, le cellule tumorali vengono distrutte.
Questa tecnica si rivela particolarmente indicata per donne con età superiore ai 50 anni e tumori di piccole dimensioni (fino a 15 mm). Secondo Franco Orsi, direttore della Radiologia Interventistica dello IEO, “è un intervento meno invasivo perché non lascia cicatrici e offre ottimi risultati oncologici in un setting selezionato di pazienti”.
La prevenzione del tumore al seno: cosa puoi fare
Sebbene i progressi terapeutici siano fondamentali, la prevenzione resta l’arma più potente contro il tumore al seno. Agire in anticipo permette diagnosi precoci e trattamenti tempestivi, con tassi di guarigione molto elevati. Ecco le principali strategie di prevenzione:
Screening regolare
- Mammografia: ogni 2 anni per le donne tra i 50 e i 69 anni, gratuitamente tramite il Servizio Sanitario Nazionale.
- Ecografia mammaria: consigliata anche prima dei 50 anni in presenza di seno denso o familiarità.
- Visita senologica annuale: per un controllo specialistico.
Stile di vita sano
- Alimentazione equilibrata: dieta ricca di frutta, verdura, legumi e povera di grassi saturi.
- Attività fisica regolare: almeno 150 minuti a settimana di esercizio moderato.
- Peso corporeo nella norma: l’obesità è un fattore di rischio.
- Riduzione del consumo di alcol e no al fumo.
Conoscenza della propria storia familiare
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Se in famiglia ci sono stati casi di tumore al seno o alle ovaie, parlane con un oncologo o un genetista: potresti accedere a percorsi di sorveglianza personalizzati.
Autopalpazione
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Anche se non sostituisce gli esami clinici, imparare a conoscere il proprio seno può aiutare a notare cambiamenti sospetti da riferire al medico.
Il futuro della cura del tumore al seno è sempre più “gentile” grazie a tecniche come la crioablazione, che promettono trattamenti efficaci e meno traumatici per le pazienti. Tuttavia, la prevenzione rimane il primo passo per difendere la propria salute. Investire nella prevenzione oggi significa vivere più serenamente domani.
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