Bronchiolite, allarme dal Bambino Gesù
Rhinovirus, coronavirus, virus influenzali e parainfluenzali, adenovirus, enterovirus e virus respiratorio sinciziale sono i principali responsabili delle malattie respiratorie stagionali, dal comune raffreddore alla bronchiolite. Lo scorso anno oltre 16 milioni di italiani — circa il 27,7% della popolazione — hanno affrontato influenza o sindromi parainfluenzali, e un terzo di questi erano bambini.
Le previsioni provenienti dall’Australia fanno pensare che la stagione influenzale 2025-26 sarà particolarmente impegnativa, con una prevalenza dei ceppi A/H3N2 e B/Victoria. Al Pronto Soccorso del Bambino Gesù i primi casi sono arrivati con circa due settimane di anticipo rispetto allo scorso anno, quando gli accessi totali per infezioni respiratorie furono 10.831.
Nella stagione 2024-25, i ricoveri in terapia intensiva per infezioni respiratorie acute si sono dimezzati grazie anche all’introduzione dell’immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), principale causa di bronchiolite nei più piccoli.
“Attenzione e buon senso”: i consigli degli esperti
Il professor Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale, malattie infettive e del DEA II livello dell’Ospedale Bambino Gesù, ha sottolineato che anche quest’anno i virus respiratori circoleranno con forza. Ha raccomandato di mantenere alta l’attenzione, evitare luoghi affollati per i lattanti, rispettare le norme igieniche e vaccinare i bambini contro l’influenza.
Secondo Villani, i picchi epidemici possono aumentare gli accessi ospedalieri, ma con un intervento tempestivo e comportamenti prudenti è possibile affrontarli senza panico. Sul sito dell’ospedale sono disponibili schede informative su influenza, bronchite, bronchiolite, febbre, tosse, lavaggi nasali e vaccinazioni.
Influenza e sindromi parainfluenzali: i numeri
Le sindromi influenzali si trasmettono per via respiratoria o tramite contatto con mani e superfici contaminate. I sintomi — febbre, tosse, dolori muscolari, mal di gola, disturbi gastrointestinali — sono in genere lievi e autolimitanti.
Durante la scorsa stagione, in Italia si sono ammalate oltre 16 milioni di persone, di cui circa un terzo bambini. Al Bambino Gesù si sono registrati 10.831 accessi in Pronto Soccorso e 1.378 ricoveri, di cui 49 in terapia intensiva, dimezzati rispetto all’anno precedente.
Il calo è stato favorito anche dalla somministrazione di anticorpi monoclonali contro l’RSV. I picchi influenzali di solito si concentrano tra dicembre e febbraio, mentre la bronchiolite da RSV è più frequente tra novembre e marzo. I virus parainfluenzali, invece, tendono a colpire in primavera ed estate.
Bronchite, le armi più efficaci
Le misure di prevenzione di base — lavarsi spesso le mani, coprirsi naso e bocca quando si starnutisce, evitare contatti con persone malate — restano fondamentali. Tuttavia, la protezione più efficace arriva dai vaccini.
La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata per i bambini dai 6 mesi ai 7 anni, per i soggetti fragili, le donne in gravidanza, gli over 60 e gli operatori sanitari. È inoltre in corso la campagna vaccinale contro il Covid-19 per tutte le fasce d’età.
A fianco dei vaccini, sono disponibili anticorpi monoclonali contro il virus respiratorio sinciziale, destinati ai lattanti e ai bambini più fragili, oltre a un vaccino per le donne in gravidanza che protegge i neonati dalla bronchiolite.
La dottoressa Marta Ciofi degli Atti, responsabile dell’UOC di Epidemiologia, ha ribadito l’importanza di combinare tutti gli strumenti disponibili. Vaccini e anticorpi monoclonali, ha spiegato, sono “armi complementari in grado di ridurre l’incidenza, le complicanze e i ricoveri ospedalieri”.
Come affrontare i mali di stagione
Raffreddore, tosse, mal di gola e febbre si risolvono nella maggior parte dei casi in pochi giorni, con riposo e farmaci sintomatici. Il paracetamolo resta il medicinale di riferimento per abbassare la febbre e alleviare i dolori, mentre gli antibiotici vanno utilizzati solo su prescrizione medica.
Nei bambini piccoli, i lavaggi nasali sono un valido aiuto per liberare le vie respiratorie: possono essere eseguiti con soluzioni fisiologiche isotoniche o ipertoniche e strumenti semplici come flaconcini o siringhe senza ago. È importante garantire una buona idratazione e lasciare che il piccolo riposi, ma se si sente in forze non è necessario costringerlo a letto.
La febbre è una reazione naturale dell’organismo, ma diventa un segnale d’allarme se associata a difficoltà respiratorie, sonnolenza insolita o peggioramento generale. In questi casi è necessario contattare il pediatra o recarsi in Pronto Soccorso, soprattutto per neonati e bambini con patologie croniche.
La prevenzione come chiave
Il dottor Sebastian Cristaldi, responsabile dell’unità DEA II livello, ha ribadito che la prevenzione è il cardine di ogni stagione respiratoria. Ha invitato i genitori a valutare sempre lo stato generale del bambino, evitare il “fai da te” con i farmaci e rivolgersi al pediatra per una valutazione clinica. Solo così, ha spiegato, si possono garantire cure sicure e appropriate.
Leggi anche:




