Giovanni Scambia, il luminare della ginecologia oncologica muore a 65 anni
Giovanni Scambia, luminare che ha segnato la storia della ginecologia oncologica italiana, muore a 65 anni. Ha diretto il reparto del Policlinico Gemelli di Roma fino agli ultimi giorni, sostenendo le pazienti in cura e cercando di salvare più vite possibili. Il tumore al pancreas lo ha portato via in poco tempo.
Il percorso professionale di Giovanni Scambia
Nato a Catanzaro il 24 dicembre 1959, Giovanni Scambia si laurea nel 1983 e completa la specializzazione in Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica. Il suo percorso prende il via al Policlinico Agostino Gemelli dove, dai primi anni 2000, si dedica all’oncologia femminile e alla salute della donna.
Ricopre incarichi di prestigio a livello internazionale, come quello nel MITO, Multicenter Italian Trials in Ovarian Camcer, e nella ESGE, European Society for Gynaecological Endoscopy. Partecipa attivamente a iniziative per la prevenzione dei tumori femminili.
Il 2 giugno 2017 viene nominato Cavaliere della Repubblica Italiana. Sempre in prima linea per la prevenzione dei tumori femminili, non solo come medico e ricercatore. Partecipa alla Race For The Cure più volte, prende parte al docufilm Le Radici del Domani e promuove il concerto annuale Note di Luce (in programma all’Auditorium nei prossimi giorni).
Di recente, in un intervento aveva dichiarato: “Quando ho iniziato il mio percorso per diventare ginecologo oncologo non avrei mai pensato di poter dire a una donna in età fertile con un tumore che dopo la guarigione avrebbe potuto avere un bambino, o che l’intelligenza artificiale potesse essere di aiuto a fornire modelli predittivi di risposte alle cure. Eppure, oggi è così!”.
Il cordoglio del mondo accademico e della politica
Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio ha ricordato la capacità di empatia di Giovanni Scambia: “ha accompagnato tantissime donne nel loro percorso di sofferenza, con grande competenza e umanità. Luisa Regimenti, assessore regionale al Personale e all’Università, ha sottolineato: “perdiamo un ricercatore contro il tumore ovarico e uno scienziato che ha dato rilievo al nostro Paese”.
Francesco Perrone, presidente dell’associazione italiana di oncologia medica (AIOM), ha ricordato che è stato un punto di riferimento per la ginecologia oncologica in italia e non solo. Anche Simona Loizzo, Capogruppo in Commissione Sanità a Montecitorio, ha scritto: “un medico e un ginecologo di rilievo in Europa. Lo piango come amico e come calabrese. Fu lui a farmi partorire, è stato un riferimento per molte donne”.









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